In questa lunga e interessante intervista, il giornalista Phil Haigh ha intervistato Judd Trump. Il numero uno al mondo, senza peli sulla lingua, ha espresso le sue opinioni in merito a quali cambiamenti deve andare incontro lo snooker se vuole stare al passo con gli altri sport.

Judd Trump pensa che lo snooker non sia al passo con i tempi e crede ci sia un serio rischio che resti indietro rispetto a molti altri sport, a meno che non vengano effettuati diversi cambiamenti per attrarre un pubblico più giovane. Il numero uno al mondo ha svariate idee a riguardo e vorrebbe che ci sia una vera e propria rivoluzione per quanto riguarda dress code, marketing, telecronaca e copertura televisiva.

Il trentunenne viene da tre stagioni condite da grandi successi, in cui ha conquistato campionato del mondo e Masters e ha portato il suo montepremi complessivo sopra i 5 milioni di sterline.

Ben lontano dal cullarsi sugli allori, Trump pensa che lo snooker stia andando incontro ad un futuro difficile, soprattutto per il poco interesse dei giovani. Secondo la sua opinione dovrebbero essere fatti diversi cambiamenti e anche in fretta.

The Ace” ritiene che due siano i problemi principali: il dress code, poco attraente per i più giovani, e un’inspiegabile, a suo parere, ossessione per il passato. I veterani hanno sempre la priorità sugli schermi televisivi e si tende a focalizzarsi troppo su una smodata nostalgia per il passato, ignorando il presente.

Trump è consapevole che altri sport si stanno modernizzando e crede che anche lo snooker debba fare lo stesso.

“Credo siamo arrivati a un punto morto, lo snooker è ormai dietro altri sport e non si fa abbastanza per promuoverne l’immagine” dice Trump alla testata Metro.co.uk.

“Stavo guardando il golf e mi sono reso conto di come l’abbigliamento stia cambiando, adeguandosi alle nuove generazioni. Le persone oggi non vogliono andare in giro indossando un gilet, lo si faceva quarant’anni fa. Per questo lo snooker sta rimanendo indietro e altri sport lo stanno superando.
Non voglio continuare ad indossare un gilet per giocare al Crucible, non è alla moda indossarne uno al giorno d’oggi, specialmente perché conosco persone più giovani di me che non lo farebbero mai.”

“I giocatori di golf indossano felpe e hanno al piede scarpe Air Max. Gilet e papillon andavano bene trent’anni fa ma per far sì che nascano nuovi talenti e che il gioco diventi di nuovo popolare come lo è stato in passato in Gran Bretagna bisogna restare al passo con i tempi.”

“Mantenere pantaloni e scarpe ma magari giocare in polo o in qualcosa di più comodo o almeno diverso. Non ci si deve vestire con un completo a cinque pezzi ogni volta che bisogna giocare una partita. Di certo si attirerebbero più sponsor. È difficile trovarne anche uno se ci si fossilizza sulla stessa linea anno dopo anno.”

“A dir la verità molti dei miei amici non sono appassionati di snooker. Lo guardano soltanto per me e in ogni caso non vogliono vedere persone che indossano gilet, il tutto dovrebbe essere più attraente per i giovani.”

Trump pensa anche che oggigiorno si stia sbagliando a non promuovere i giovani talenti, continuando a mostrare in tv giocatori famosi del passato rispetto a scommettere sulle nuove leve.

Il numero uno al mondo sta guardando le qualificazioni per il mondiale questa settimana e si è reso conto di ciò in maniera esemplificativa.

“È il modo in cui promuovono il gioco ad essere sbagliato” dice Trump. “Molti giocatori giovani si sono messi in evidenza in queste qualificazioni ma i social network sono invece focalizzati su giocatori che erano popolari trent’anni fa.”

“Non me la sto prendendo con Ken (Doherty), ma mentre giocava su Twitter non si faceva altro che parlare del “campione del mondo 1997”. Dovrebbero invece puntare sui giovani talenti, come Jamie Clarke o Iulian Boiko, che si stavano affrontando in un gran match nello stesso momento.”

“Non possono continuare a mettere sotto i riflettori questi giocatori per sempre, l’ultima volta che hanno fatto qualcosa di buono era 10-15 anni fa. Tutto ciò che stanno facendo adesso andava fatto quindici anni fa e di conseguenza i giovani non hanno l’attenzione che meriterebbero.”

“Le cose non cambieranno fino a quando non ci si prende il rischio di promuovere giocatori diversi. Altrimenti si arriverà a un punto in cui la generazione di seguaci dello snooker più vecchia scomparirà e non ci sarà più nessuno perché non si è riuscito a coinvolgere i giovani.”

Trump ammette che c’è una vasta fetta di pubblico che gli organizzatori dei tornei cercano di attrarre, ben disposta a guardare le vecchie facce già conosciute e amate.

Al giocatore di Bristol sembra che ciò stia influendo sulla crescita di nuovi talenti, rendendo più difficile le ambizioni del prossimo Ronnie O’Sullivan.

“Conosco molte persone che vorrebbero sempre vedere i vecchi giocatori, io in realtà non accenderei mai la tv per vedere qualcuno che giocava trent’anni fa. Questo è soltanto il mio punto di vista, lo so che molti non saranno d’accordo, ma sto cercando di parlare a nome dei più giovani.”

“Non vogliono vedere persone di cui non hanno nessuna memoria. Molti teenager vogliono vedere giocatori giovani e veloci al tavolo. Jamie Wilson è un ottimo esempio. Come può riuscire a far breccia tra il pubblico e farsi un nome se non è neanche seguito dalla tv?”

“Le persone amano Ronnie perché è veloce al tavolo, Jamie Wilson ci sta provando ma probabilmente non lo vedremo in tv, a meno che non raggiunga una semifinale al campionato del mondo.”

“Qualcuno come Wilson, anche se non so quanto forte diventerà, ma che giochi come O’Sullivan, non c’è nulla di più attraente e eccitante di ciò. C’è tanto talento sul circuito, il problema è che il pubblico non se ne accorge.”

Trump inoltre nota un’insana attenzione verso il passato non soltanto in tv ma anche in cabina di commento, soprattutto tra il gruppo di veterani che lavora per la BBC.

Ammette senza problemi di perdersi quando vengono raccontate storie relative al passato e vorrebbe un commento più moderno e attuale.

“Al momento nello snooker non si fanno abbastanza tentativi per proporre qualcosa di nuovo. È sempre la stessa storia ogni anno, non c’è abbastanza eccitamento.”

“Cambiare la copertura televisiva, cambiare i commentatori che sono in gioco da troppo tempo. Cambiare il modo in cui si parla del gioco, queste potrebbero essere le soluzioni.”

“Aggiungere qualche faccia nuova. Non c’è abbastanza passione nelle loro voci. Quando ascolti il commento in altri sport come la Formula 1 o la boxe c’è qualcuno con una voce distintiva e che ti appassiona, una voce come quella di Clive Everton per fare un esempio. Credo che allo snooker manchi ciò, tutti si assomigliano un po’ tra loro.”

“A volte è frustrante. Non sto generalizzando, ma non riesco proprio ad ascoltarli quando iniziano a parlare di cose successe negli anni ’80.”

“Chiunque abbia la mia età non riesce a seguire il filo del discorso. Io personalmente perdo immediatamente di interesse.”

“Non si sta facendo nulla per rendere il gioco più interessante per le nuove generazioni quando si discute di cose accadute quarant’anni fa. C’è bisogno di un mix, magari affiancare a un commentatore esperto qualcuno più giovane. In modo tale che se l’esperto inizia a parlare di qualcosa accaduto nel 1975, il più giovane può dirgli di stare zitto.”

“Specialmente alla BBC sembrano rimasti essere indietro. Mi piace invece come lavora Eurosport. Andy Goldstein fa un ottimo lavoro. Credo che la BBC abbia bisogno di mischiare un po’ le carte e aggiungere al proprio team voci nuove, magari qualche giocatore ancora in attività.”

“Non si parla mai della “Golden Age” del golf al Masters, né tantomeno si fa lo stesso a Wimbledon. Ciò accade solo nello snooker. Lo snooker sembra essere rimasto fermo a 30-40 anni fa. Lo standard è migliore oggi? A nessuno importa. Tutto ciò che interessa è il torneo che si sta disputando.”

Il numero uno al mondo pretende anche che gli altri giocatori si impegnino in prima persona per rendere il gioco più attraente agli occhi del pubblico, anche se ciò è molto più facile a dirsi che a farsi per molti che lottano per guadagnarsi da vivere sul panno verde.

“Apri le bilie al tavolo e rendi il gioco più attraente. Questo è il mio consiglio. Se si fa ciò, più persone saranno coinvolte e i montepremi di conseguenza aumenteranno. Se invece ciò che si offre sono frame da 50 minuti tutto ciò che si ottiene è annoiare tutti a morte.”

“Alcuni giocatori dimenticano che lo snooker ha bisogno anche di essere intrattenimento. Per me non dipende tutto dai montepremi, ci sono gli sponsor e si possono fare soldi anche in altri modi. Ecco perché cerco sempre di coinvolgere un pubblico maggiore giocando alla mia maniera invece di ragionare 30-35 secondi su ogni colpo.”

Trump non si aspetta che tutti inizino a copiare i suoi colpi spettacolari, ma è ben conscio che ogni volta che lo fa c’è una chance di attrarre nuovi spettatori.

Il famoso tiro effettuato contro Barry Hawkins al German Masters è diventato virale sui social network e Trump afferma di essere intenzionato a continuare su questa linea per far crescere lo snooker.

“Se tutti facessero la stessa cosa diverrebbe noioso. Ognuno ha la propria personalità, ma nello specifico quel tiro mi ha ridato speranza. Sembrava fossi fuori dai giochi e poi all’improvviso mi ha ridato la carica.”

“Quel tiro ha attratto tante persone che non seguono lo snooker e che probabilmente non lo guarderanno mai in tv. Ma se qualcuno ci si imbatte e per caso guarda il campionato del mondo, può poi diventare un appassionato.”

“Qualcosa di piccolo che pensi possa non contare nulla può invece attrarre nuovo pubblico in qualsiasi momento, specialmente sui social media. Magari di età differenti o di paesi in cui normalmente non si guarda lo snooker.”

Trump vorrebbe che le cose cambiassero radicalmente ma spera che le sue idee siano viste come qualcosa di costruttivo e non una semplice critica a come viene gestito lo snooker.

“Tutto viene considerato come critica e niente è visto in modo costruttivo. Barry Hearn ha fatto un gran lavoro”, continua. “Il 50% delle persone ama come vanno le cose adesso e ama guardare i giocatori del passato, ma l’altro 50% no. Quindi dovrebbe esserci un compromesso.”

“Si potrebbe certamente fare qualcosa in più ascoltando il parere dei giocatori più giovani e tenere in considerazione le loro idee per rendere il gioco più attraente e più eccitante.”

“Io, Jack Lisowski e qualche altro abbiamo una mentalità diversa rispetto ad altri giocatori, che considerano lo snooker come cosa più importante nella vita. Quindi io sono in grado di vedere le cose da una prospettiva diversa.”

“Penso che lo snooker non sia attraente per la maggior parte delle persone. Per la generazione più giovane, il calcio, il golf e il tennis sono gli sport che coinvolgono di più.”

“Bisogna rivolgerci ai giovani in Gran Bretagna per far sì che si confrontino con i coetanei cinesi perché al momento, rispetto a loro, siamo indietro.”

Link con l’articolo originale in lingua inglese a cura di Phil Haigh

Sull'autore

Marco Staiano

Le sale fumose, i cazzotti, bere fino all'alba, scommettere l'ultima sterlina sul frame decisivo. Gilet all'ultima moda e cravatte sgargianti. Il genio e la sregolatezza in una stecca. Le macchine da guerra del panno verde. Il Crucible Theater. Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

1 Commento

    La verità è che Trump ha esattamente la classica arroganza “giovanile”.
    Condivido ben poco di quanto dice.
    Il Dress cose direi che invece è proprio una delle parti più importanti dello snooker.
    C’è il rischio di ritrovarsi gente che assomiglia ad avanzi di galera se no, invece lo snooker è classe, eleganza.
    Non ci si può vestire come si pare o con delle Nike ai piedi.
    Il suo paragone col Golf è totalmente inappropriato, così come quando parla dei frame lunghissimi.
    Ogni giocatore ha il suo stile ed è giusto che sia così, ma è chiaro che un giocatore d’attacco come lui va in enorme difficoltà quando incontra un Selby che invece gli nasconde la palla in continuazione.
    Lo snooker è anche testa, ragionamento, un po’ come gli scacchi.
    Speriamo maturi con tempo.
    Per ora, a mio avviso, rimane pur sempre un grande giocatore ma con ancora TANTO da imparare.
    TANTO!

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