Al termine di una finale combattutissima e molto incerta, Judd Trump si impone su Mark Williams 10-8, conquistando il Masters per la seconda volta in carriera dopo il 2019. Per il giocatore di Bristol si tratta del quarto titolo Triple Crown, arrivato al termine di una settimana difficile e ricca di colpi di scena. Vicino all’impresa invece Mark Williams, ad un passo dal titolo Masters a vent’anni di distanza dall’ultimo trionfo.

Alla vista dei nomi di Judd Trump e di Mark Williams nel tabellone della finale, chiunque si sarebbe aspettato una domenica di snooker elettrizzante all’Alexandra Palace. Così è stato: lo spettacolo al tavolo non ha deluso le aspettative e tanto la sessione pomeridiana quanto quella serale si sono rivelate fino all’ultimo incerte, combattute e ricche di colpi di scena. Al termine di un match tiratissimo, è stato Judd Trump ad imporsi con il punteggio di 10-8 sul più esperto avversario, portando a casa il tanto agognato Paul Hunter Trophy per la seconda volta in carriera.

Davanti a più di 2000 spettatori, il guizzo migliore è stato quello del veterano gallese. Nel frame iniziale, Williams ha infatti lasciato solamente il tiro d’apertura a Trump prima di infilare una sontuosa serie da 138 e guadagnare la prima leadership di giornata. La corsa di testa di Willo è durata tuttavia assai poco, con Trump in grado di portare a casa i successivi tre frames e fissare il punteggio alla pausa di metà sessione sul 3-1 in proprio favore.

Un ulteriore gioco caratterizzato da troppe disattenzioni da parte di Williams ha permesso al mancino di Bristol di conquistare anche il quinto frame e di raggiungere il massimo vantaggio nel match grazie ad una serie di qualità da 73 punti. La pressione dello svantaggio non ha però giocato brutti scherzi a Mark Williams: nonostante la china da scalare, il giocatore gallese ha vinto due dei successivi tre frames, mettendo a referto inoltre il secondo centone di giornata. La sessione pomeridiana si è perciò chiusa in sostanziale equilibrio sul punteggio di 5-3 in favore di Judd Trump.

Un importante cambiamento avvenuto ad inizio della sessione serale è stato l’aumentare della precisione di Mark Williams nelle imbucate dalla lunga distanza. Il gallese, infallibile da ogni angolo del tavolo, ha annichilito Trump nei primi frames della ripresa e con la complicità del suo avversario è riuscito a vincere tre dei primi quattro giochi. Riportato così il punteggio in perfetta parità sul 6-6, è cominciata una nuova finale al meglio delle sette partite, in cui ogni errore ha assunto un peso assai maggiore rispetto a quanto non ne avesse in precedenza.

Il tredicesimo ed il quattordicesimo frame si sono rivelati i momenti chiave dell’incontro. Il primo, ad appannaggio di Williams, ha visto il gallese tornare a comandare lo score per la prima volta dalla vittoria del primo frame. Il gioco successivo, invece, si è deciso solamente dopo 59 minuti di estenuante lotta tattica fra i due giocatori. Con tenacia e perseveranza, è stato Judd Trump ad aggiudicarselo, raggiungendo il proprio avversario sul 7-7 e tenendo l’esito del match ancora sui binari dell’incertezza.

Il lungo frame perso sul filo di lana avrebbe potuto lasciare importanti strascichi nella mente di Williams. Così non è stato, con l’ex numero uno al mondo capace di rimettere nuovamente la testa avanti nel punteggio realizzando una difficilissima e coraggiosa serie da 107. La risposta di Trump non ha tardato a giungere al termine di un frame spezzettato e confuso, vinto 81-30, che è valso ancora una volta l’aggancio nel tabellino.

Il diciassettesimo frame si è aperto con una serie da 59 punti di Trump, alla quale ha fatto seguito una splendida imbucata dalla lunga distanza del solito Williams. Per il gallese la concreta speranza di uno steal si è infranta alla soglia dei quaranta punti, quando un’imprecisione nella conduzione della biglia bianca ha azzerato le velleità del nativo di Gwent, riportando un Trump decisamente caldo al tavolo. Il risultato è stata un’agevole ripulitura ed il ritrovato vantaggio da parte del giocatore di Bristol, che si è visto così ad un solo frame dalla conquista del titolo.

Il quale non è tardato ad arrivare. Il primo matchpoint si è subito rivelato essere quello decisivo, anche grazie ad un tentativo di Williams piuttosto azzardato di tenersi in serie dopo la prima mano di rossa-nera. All’errore del gallese ha fatto seguito un’altra spettacolare ripulitura di Trump da 126 punti, condita da qualche tiro spettacolare a risultato ormai acquisito, con la quale il punteggio finale è stato perentoriamente fissato sul 10-8.

Nonostante una settimana persino al di sotto dei propri standard, Judd Trump si è così laureato campione del Masters per la seconda volta in carriera dopo il trionfo ottenuto nel 2019. Si tratta così del quarto titolo Triple Crown per The Ace, trofeo che si va ad aggiungere allo UK Championship conquistato nel 2011 ed al Mondiale vinto nel 2019. Sfuma invece sul più bello il lieto fine della favola di Mark Williams: per il campione della class of ’92 non arriva il terzo titolo Masters in carriera, a vent’anni esatti di distanza dall’ultimo conquistato nel 2003.

Link al sito ufficiale con i risultati completi del Masters 2023

Sull'autore

Fabio Valente

Ventisei anni, di cui almeno metà trascorsi scrivendo storie sportive. L'ultimo amore, forse il più vero, è quello per lo snooker.

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