Per tanti è come una figlia, un’estensione del corpo o una vera e propria arma. Andiamo a vedere il rapporto tra giocatore di snooker e stecca in quindici citazioni.

“Oh, la mia bimba. Sta dormendo accanto a me stanotte. Non la lascerò mai più da sola. Non riesco a spiegare quanto mi senta sollevato in questo momento. Ero convinto che non l’avrei mai più rivista. Spero che resti con me per il resto della mia carriera.”

Stephen Hendry al settimo cielo dopo il ritrovamento della stecca rubata.

“L’unica reazione che ho avuto è stata “Dio, la mia stecca è rotta.” Può sembrare terribile, ma prima di soccorrere quell’uomo ho aperto la mia custodia.”

La reazione di Steve Davis al suo coinvolgimento in un incidente stradale, in cui il suo autista era rimasto intrappolato nell’abitacolo.

“Avevo perso la mia stecca e tutte il mio talento sembrava essere scomparso. Portavo con me una ferita inguaribile. Ero carne da macello, chiunque poteva battermi.”

Alex Higgins.

“Se prendete in mano una stecca e vi accingete a colpire con essa qualcuno, mirando alla testa, è probabile che la impugnerete in maniera ideale per giocare a snooker.”

John Spencer.

“Prendetevi tutto, anche mia moglie, ma non toccate la mia stecca.”

Ray Reardon.

“Alcuni, più idioti degli altri, hanno deciso di cambiare la propria stecca e da quel momento non sono più riusciti a giocare. La mia ha cinquant’anni. Lo sporco ormai l’ha rovinata. Me l’ha regalata mio fratello Joe; mi disse: “Prendila” e ho sempre e solo giocato con lei.”

Fred Davis.

“Ho unito il calcio di una stecca con la parte superiore di un’altra. È il matrimonio più felice che abbia visto in vita mia.”

Alex Higgins.

“È un’estensione del mio braccio destro.”

Ray Reardon.

“Molti giocatori oggi utilizzano una stecca in due pezzi. Soltanto Alex Higgins non lo fa perché le vendono senza libretto d’istruzioni.”

Steve Davis.

“È stato davvero estenuante dal punto di vista mentale – mi sono sentito come un chirurgo nel pieno di un’operazione al cervello. Ero completamente ricoperto di sudore quando ho dovuto tagliarla a metà.”

John Paris, celebre produttore di stecche, descrive le sensazioni provate nel trasformare quella di Steve Davis in un modello a due pezzi.

“Nel diciannovesimo secolo in inglese la parola “stecca” poteva significare anche “truffa”, ma sono sicuro che ciò non ha niente a che fare con lo snooker.”

Ray Reardon.

“Fin quando non ho letto quella disperata richiesta sul giornale non avevo minimamente idea di quanto significasse per te quella stecca. Pensavo che regalassi la tua stecca alla fine di ogni incontro come souvenir per gli spettatori. Ti prego, accetta le mie più sentite scuse per la sofferenza che ti ho provocato.”

Un bigliettino ritrovato sulla stecca di Ray Reardon, magicamente riapparsa dopo che qualcuno l’aveva rubata durante un tour d’esibizione in Sud Africa.

“La mia stecca è stata come Excalibur per Re Artù, la magica spada donata all’antico eroe inglese del sesto secolo dalla Dama del Lago. Joe Davis è stata simbolicamente la roccia da cui l’ho estratta e da quel momento essa mi ha servito fedelmente come il più caro degli amici.”

Ray Reardon.

“Una buona stecca durante tutta la sua vita non necessita di attenzione, ma di rispetto.”

Jack Karnhem.

“Non sei mai da solo quando hai con te una stecca. È la mia arma e il bastone per la mia vecchiaia.”

Alex Higgins.

L’autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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