Dopo essersi trovato a un passo dall’eliminazione nel girone del Group 2, Stuart Bingham è riuscito non solo ad afferrare l’ultimo posto disponibile per qualificarsi ma anche a battere nell’ordine Matthew Selt e Robert Milkins. Grazie a queste vittorie è stato l’esperto quarantaseienne di Basildon a raggiungere Jack Lisowski nella fase finale della Championship League, che si disputerà ad inizio marzo.

Nella giornata di mercoledì sono andati in scena i primi dodici incontri del secondo girone di Championship League, che vedeva ai nastri di partenza Robert Milkins, Jamie Jones e Barry Hawkins in aggiunta ai ripescati Ryan Day, Stuart Bingham, Matthew Selt e Jordan Brown. Al contrario di quanto accaduto nel Group 1, si è da subito assistito ad un certo equilibrio nella classifica, dal momento che nessun giocatore si è rivelato in grado di vincere tutti i propri match nel giorno d’apertura.

Il finalista del precedente girone, Matthew Selt, ha battuto con agio Jordan Brown per 3-0 e Barry Hawkins per 3-1, capitolando tuttavia al decider contro Robert Milkins. Quest’ultimo, oltre a Selt, ha sconfitto Stuart Bingham (3-1 lo score), cedendo però con il medesimo punteggio a Jordan Brown. Due vittorie anche per Ryan Day, nell’ordine su Barry Hawkins e contro il connazionale Jamie Jones, prima del passo falso (2-3) nello scontro con Stuart Bingham.

Autore di qualche serie di qualità ma nel complesso assai poco continuo, Stuart Bingham ha ancora una volta compromesso le proprie chances sin dal primo giorno, venendo sconfitto da Selt, Jones e Milkins, ed ottenendo solamente un punto proprio contro Ryan Day. Identico bottino di giornata anche per Barry Hawkins, vincente in scioltezza su Jamie Jones per 3-0 ma incapace di ripetersi contro Day, Brown e Selt.

In una situazione di classifica incerta ed aperta ad ogni possibile scenario, si sono giocati giovedì i restanti nove incontri del girone. Sugli scudi sin dal primo pomeriggio è stato Robert Milkins, doppiamente vittorioso nei confronti, nell’ordine, di Day e di Hawkins (entrambi sconfitti al decider). Per il quarantaseienne di Bristol è poi arrivata la sconfitta per mano di Jamie Jones, a seguito di un fallo abbastanza comico nel frame decisivo, tuttavia ininfluente ai fini della qualificazione.

Con Milkins si è qualificato anche Jordan Brown. Per il nordirlandese è bastato il trionfo per 3-1 su Ryan Day, ottenuto a seguito del passo falso occorso contro Bingham poche ore prima. Al minitorneo serale sono approdati infine anche Matthew Selt, vittorioso nel suo ultimo match contro Ryan Day, e Stuart Bingham. Proprio grazie alla sconfitta di Day ed alla vittoria per 3-1 nell’incontro finale su Barry Hawkins, il veterano di Basildon ha infatti conquistato in extremis il quarto posto nel girone, l’ultimo utile per giocarsi la qualificazione al Winners Group in serata.

In semifinale, gli accoppiamenti hanno visto affrontarsi Matthew Selt contro Stuart Bingham e Jordan Brown contro Robert Milkins. Entrambi i match si sono risolti al frame decisivo, che ha premiato in ambo i casi i giocatori più esperti, rispettivamente Bingham e Milkins. Con la vittoria su Selt, the Milkman ha anche raggiunto il prestigioso traguardo delle 600 vittorie in carriera, raggiunto prima di lui solamente da altri ventiquattro giocatori nella storia.

La finale, piacevole ma mai in discussione, ha visto Stuart Bingham riuscire ad imporre la propria supremazia sin dal primo frame: l’ex campione del mondo ha giocato in maniera decisamente differente rispetto a quanto fatto vedere nei match giocati nel girone, dando ancora una volta prova della propria classe ed impreziosendo lo score finale di 3-1 con una splendida serie da 139 nel secondo frame.

Per Stuart Bingham arriva così la qualificazione alla fase finale del torneo, mentre vengono ripescati per competere nel Group 3 Robert Milkins, Matthew Selt, Jordan Brown ed il quinto classificato del gruppo, Jamie Jones. A questi l’onore di incrociare le stecche con Mark Selby, Ricky Walden e Kyren Wilson nelle giornate del 3 e del 4 gennaio.

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Sull'autore

Fabio Valente

Ventisei anni, di cui almeno metà trascorsi scrivendo storie sportive. L'ultimo amore, forse il più vero, è quello per lo snooker.

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