John Kobylecky ci porta alla scoperta del primo torneo professionistico mai disputato nella storia dello snooker. Conosciuto come “London Tournament” o “100£ Tournament”, quello organizzato da Burroughs&Watts nella stagione 1907-1908 rappresenta una pietra miliare nella storia dello sport

Non credo ci sia alcun bisogno nel raccontare ancora una volta come si sia arrivati a giocare su un tavolo da biliardo al gioco chiamato “snooker”. Questa è diventata quasi come una favola diventata celebre e non mi soffermerò su di essa. Invece mi concentrerò su un aspetto molto meno dibattuto e assai più incerto della storia dello snooker: il primo torneo professionistico mai organizzato.

Questo ebbe luogo durante la stagione 1907-1908, anche se devo aggiungere immediatamente che questa data è corretta soltanto nel contesto delle mie attuali ricerche e potrebbe essere diversa in seguito a studi più approfonditi. L’evento occupò l’intera stagione e si svolse dal 21 ottobre al 14 marzo. Complessivamente erano previsti 21 match, ma il nativo di Manchester Edward Diggle (un giocatore conosciuto per essere di costituzione cagionevole) a causa di un non specificato malessere non riuscì a prendere parte all’ultima partita, prevista tra il 16 e il 21 marzo.

Il lettore più attento a questo punto si sarà già reso conto che ogni match aveva la durata di una settimana. Era previsto un solo giorno di riposo, la domenica. Gli incontri si disputavano seguendo la struttura di un vero e proprio torneo, dunque gli scontri diretti avevano poca importanza. Il vincitore sarebbe stato colui in grado di realizzare il maggior numero di punti. Questo particolare format rendeva la vittoria di un singolo frame molto meno importante, e inoltre se ci si ritrovava in perfetta parità, al termine dello stesso non era necessaria la nera di spareggio.

Il torneo fu vinto dal giocatore di Huddersfield Charles Dawson, che riuscì ad aggiudicarsi tutti le partite a cui prese parte. L’evento stesso non venne sponsorizzato in maniera univoca, e spesso i giornali utilizzarono nomi diversi per presentarlo, tra cui “The London Tournament”, “The American Tournament” e “The Burroughs&Watts Tournament.” Proprio Burrough&Watts fu sia sponsor principale che organizzatore del torneo, disputato nella lussuosa sala di Soho Square.

C.Dawson storia

Le sessioni di gioco erano suddivise in due parti ben distinte… e anche molto sbilanciate. Essenzialmente la maggior parte delle sessioni mattutine e pomeridiane erano dedicate al torneo di English Billiards. Al termine di esse, si disputava un singolo frame di snooker. In tal modo il match, al meglio delle dodici partite, si concludeva in una settimana.

La vita a quei tempi era un affare tra gentiluomini del panno verde. Non sorprenderà quasi nessuno il fatto che quasi tutti i partecipanti del torneo erano esponenti dell’arte dell’English Billiards. Lo snooker era considerato come un’alternativa. In ogni caso nel 1907 sarebbe stato impensabile per chiunque considerarsi primariamente come giocatore di snooker. Charles Dawson era comunque il grande favorito della vigilia e anche nel torneo di English Billiards concedeva un numero consistente di punti di vantaggio a quasi tutti gli avversari.

Il torneo, oltre ai vari nomi già menzionati, fu anche chiamato “The 100£ Tournament”, poiché il premio per il vincitore del torneo principale (quello di English Billiards) riceveva in premio tale somma. Per il vincitore del torneo in snooker la somma ammontava invece a 25 sterline. In questo periodo della storia dello snooker, si utilizzavano principalmente bilie in avorio. L’avorio è una sostanza naturale e ovviamente era molto incline a subire l’influenza delle condizioni atmosferiche e dell’ambiente. Questi problemi erano già stati individuati al tempo e c’erano già stati i primi tentativi per sostituirle con bilie in Bonzoline (una sostanza creata sinteticamente nel 1893 da John W. Hyatt, ndr).

Bonzoline snooker

Si può notare con interesse come nel torneo di English Billiard furono utilizzare soltanto le bilie in avorio, mentre per alcuni match del torneo di snooker furono sperimentate le bilie in Bonzoline. Oggigiorno stupisce la maestria dei giocatori dell’epoca, in grado di giocare con bilie completamente diverse passando da una partita all’altra.

Analizzando i risultati, nei primi sei match disputati è significativo che il break più alto realizzato fosse una serie da 38. Nel penultimo frame della settima partita, il giocatore di Liverpool  J.W Collens siglò un 40 contro lo scozzese Thomas Aitken. Questa serie realizzata il sette dicembre restò la più alto fino all’anno nuovo, quando il sudafricano Cecil Harverson realizzò un 64, un break di qualità assoluta, considerando le condizioni dell’epoca.

Anche la stampa dell’epoca fu sbalordita, era senza dubbi un grande passo in avanti rispetto a quanto si era visto in precedenza. I giornali si soffermarono sul fatto che Harverson era stato in grado quasi sempre di giocare sulla nera. In maniera inaspettata fallì un’imbucata semplice, quando c’erano ancora parecchi punti facili al tavolo. Il break di Harverson resterà il migliore del torneo, e non verrà oltrepassato neanche nel torneo di Manchester, che si svolgeva in contemporanea. In quest’ultimo la serie migliore fu un 60 siglato da Albert E. Williams il 2 gennaio. Parlerò di questo torneo nel prossimo appuntamento.

Cecil Harverson storia snooker

Considerando l’epoca, e lo sviluppo della storia dello snooker nei successivi decenni, è interessante notare che né il 64 di Harverson né il 60 di Williams furono sorpassati nell’edizione inaugurale del campionato del mondo nel 1926-1927. Il primo match di quest’ultimo fu giocato esattamente come nel torneo del 1907-1908. Un frame di snooker per ogni sessione al termine dell’incontro di English Billiards. Ciò in maniera efficace fa capire quanto progredisse lentamente il gioco con le ventidue bilie nei due successivi decenni. Il migliore in assoluto delle prime tre edizioni del campionato del mondo fu in grado soltanto di mettere a referto serie da 61, 60 e 57.

Sull'autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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