Nella giornata che precede l’inizio dei quarti di finale del Masters, Ronnie O’Sullivan batte in rimonta al decider Ding Junhui in un match di alta qualità. John Higgins mostra di essere in buona forma e nonostante il tentativo di rimonta di Mark Allen, vince 6-5 al frame decisivo
Si concludono gli ultimi due match del primo turno (corrispondente agli ottavi) del Masters, in cui si sfidano i sedici migliori giocatori della classifica. Ronnie O’Sullivan fatica e deve recuperare prima dal 3-0 e poi dal 5-3 per battere Ding Junhui. Match dall’alto tasso di spettacolarità, con il cinese che ancora una volta dimostra di soffrire la personalità del numero tre al mondo quando si deve chiudere partita.
Per la sesta volta consecutiva Ronnie O’Sullivan è riuscito a battere Ding al Masters. Nell’ennesimo scontro tra i due si manifesta ancora la sudditanza mentale del cinese nei confronti dell’inglese. O’Sullivan ha dovuto esprimere un gran gioco per poter contenere Ding, che ha avuto le sue occasioni non sfruttate.
Match di gran qualità, con Ding che è partito subito con il piede sull’acceleratore. Serie da 83, 75 e 73 avevano portato rapidamente il risultato sul 3-0 in favore del numero dieci del mondo. O’Sullivan ha evitato i danni, chiudendo la prima sessione sul 3-1 grazie ad un gran centone (103).
Dopo il primo frame vinto con un mezzo centone da O’Sullivan, il livello di gioco è stato sensazionale. Serie consecutive da 129, 100 e 128 hanno portato il match sul 5-3 in favore di Ding, che a quel punto sembrava poter dare la spallata decisiva. E proprio a partire da questo momento il cinese ha iniziato a non essere più preciso, e alcune scelte di gioco risulteranno fatali per l’esito della partita.
O’Sullivan si è aggiudicato un cruciale nono frame, molto combattuto e frammentato, vinto con il punteggio di 66-48. Con una serie da 85 il numero tre al mondo ha forzato il decider, che si è poi aggiudicato con un altro mezzo centone di qualità (73). Per far capire il livello, entrambi i giocatori hanno concluso con percentuali superiori al 90%. O’Sullivan finisce con un sontuoso 80% in imbucata dalla distanza. Quarta vittoria consecutiva per l’inglese negli scontri diretti, sempre più dominati (17-5).
Il campione del mondo in carica se la vedrà con un avversario classico, John Higgins. Lo scozzese finalmente riesce a sfatare la maledizione, e dopo quattro sconfitte consecutive al Masters contro Mark Allen, lo batte in un combattuto frame decisivo.
Match iniziato bene per Higgins, che ha dimostrato di essere in un’ottima condizione dopo la Championship League della scorsa settimana. Allen ha iniziato in maniera aggressiva, ma un gioco dalla distanza non preciso e alcuni errori hanno condizionato il suo match fino alla pausa. Higgins avanti 3-1, senza picchi di gioco altissimi ma giocando in maniera molto solida. Il centone siglato da Allen nel secondo frame è il seicentesimo della storia del torneo.
Al rientro in sala, il nordirlandese si aggiudica subito un frame e poi strappa a Higgins il sesto. Lo scozzese aveva avuto una comoda chance per chiudere sulla rosa della serie finale, gentilmente regalata ad Allen. Sul 3-3, Higgins aveva raddrizzato ancora una volta il tiro, vincendo due frame consecutivi con due ottantoni e portandosi a uno dal match.
Sul 5-4 Higgins ha poi sciupato una grossa possibilità, commettendo un errore sulla rosa quando era in serie e poi fallendo in chiusura, dopo che Allen poteva soltanto pareggiare. Giunti al decider, entrambi hanno avuto occasioni ma Higgins è stato lesto a realizzare, dopo un errore al centro del mancino di Belfast, una serie da 59.
Stranamente Higgins e O’Sullivan si sono affrontati soltanto tre volte in questo torneo, con l’inglese avanti 2-1.
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