Mark Selby è riuscito a conquistare la sua prima finale in carriera al Champion of Champions, alla sua tredicesima partecipazione in questo torneo. Sostenuto dal caldo pubblico di casa, in quel di Leicester, il quattro volte campione del mondo ha battuto per 6-2 Neil Robertson nella seconda semifinale. Ad attenderlo c’è il numero 1 del ranking Judd Trump. Quest’ultimo proverà a battere il beniamino della Mattioli Arena per interrompere un digiuno di titoli professionistici che dura da 11 mesi. I due incroceranno la stecca in una finale per la seconda volta, dopo il China Open 2011. In palio un primo assegno di £150.000 e l’ingresso alla prossima edizione del Champion of Champions.

L’attesa per scoprire il tredicesimo “Champion of Champions” dell’era moderna terminerà questa sera, quando uno fra i due giocatori inglesi finalisti solleverà il trofeo di uno dei più importanti tornei ad inviti di snooker. Riservato solo ai vincitori di tornei professionistici degli ultimi 12 mesi, il Champion of Champions si disputa a partire da questa stagione in quel della Mattioli Arena di Leicester, Est Midlands, in Inghilterra.

In una finale dal sapore quasi sconosciuto, Mark Selby sfiderà il numero 1 del ranking Judd Trump. Il quattro volte campione del mondo ha battuto per 6-2 in semifinale Neil Robertson, lo stesso punteggio che Trump ha rifilato a Zhao Xintong. Vittoria speciale per Selby, il quale raggiunge così la sua prima finale del Champion of Champions in carriera. “The Jester from Leicester” ha sempre preso parte a questo torneo, da quando è stato introdotto nel calendario nel 2013, tuttavia non era mai riuscito a superare lo stadio delle semifinali. Selby era stato sconfitto nel 2013, 2020 e 2022, rispettivamente da Stuart Bingham, Neil Robertson e Judd Trump. Particolarmente dolorosa si era rivelata quella del 2020, quando Robertson riuscì ad imporsi solo al decider (6-5) al termine di una sfida in cui i due giocatori realizzarono 6 centoni totali.

Ieri sera è giunta la rivincita per quell’incontro, ma anche per una serie di altre vittorie ottenute da Robertson in tempi ancora più recenti. L’australiano aveva infatti superato Selby in 13 delle ultime 17 occasioni, l’ultima agli ottavi del Saudi Masters ad agosto, torneo poi vinto dal campione del mondo 2010. Selby si era precedentemente imposto ad aprile ai quarti del Tour Championship, rifilando un netto 10-1 all’avversario.

L’ex numero 1 del ranking disputerà così la sua prima finale di questo torneo e lo farà di fronte al pubblico di casa. In quel di Leicester, Selby ha ottenuto successi minori, conquistando il WST Classic nel 2023 e due edizioni di Championship League ad invito nel 2024 e 2025. Nulla in confronto a cosa gli spetterà oggi, in una difficile sfida con il numero 1 del mondo Judd Trump. Quest’ultimo s’impose nell’unica finale disputata fra i due, al China Open 2011 (10-8). Selby cercherà di vincere il suo secondo torneo del 2025 anno solare, a seguito del trionfo su Stephen Maguire al Welsh Open di febbraio. Chi conquista il torneo ottiene un primo premio di £150.000 e si qualifica di diritto alla prossima edizione del Champion of Champions.

L’incontro è partito con una prima fase di studio, in cui i due giocatori si sono alternati più volte al tavolo. Avanti 27-14, Robertson manca una rossa in allungo, resa scomoda dalla presenza della blu a sponda lunga di destra, dove l’australiano avrebbe voluto appoggiare il corpo. Selby costruisce una serie interamente sulla rosa, senza poter usufruire della nera attaccata anch’essa alla sponda di destra, ma nella parte inferiore alla buca di centro. Il classe 1983 mette a segno una serie decisiva da 42 per vincere 58-27.

Selby conquista un solo punto ad inizio secondo frame, prima di perdere gioco sui colori e dover iniziare una fase attica. Risolverà successivamente dalla distanza, stabilendosi pian piano al tavolo e realizzando un centone da 127. Questo è reso ancora più valoroso dalla difficile imbucata dell’ultima rossa lungo sponda lunga di sinistra.

Robertson mette quindi a referto serie da 28 e 46 per riaprire i conti. Nel mezzo, Selby aveva provato un’imbucata dalla distanza con tavolo già aperto. Il numero 11 della classifica mondiale riesce poi a separarsi nuovamente di due frame con l’avversario ottenendo la successiva frazione di gioco, grazie ad un break conclusivo da 57. I due giocatori rientrano negli spogliatoi sul 3-1 in favore del giocatore di casa.

La leadership di Selby aumenta nel frame successivo, iniziato con una serie di tiri a riportare la battente nella parte alta del tavolo. A seguito di uno di questi, Robertson si trascina dietro una rossa, che si accasa davanti alla buca di centro sinistra. Selby la imbuca e inizia così a costruire un break vincente da 80.

Anche la successiva corsa di Robertson inizierà con un’imbucata nella stessa buca, a seguito di un mediocre tiro d’apertura dell’avversario. Il detentore del Saudi Masters realizza un centone da 104, in una serie in cui ha dovuto effettuare un importante colpo di recupero sulla nera, imbucata al centro a partire dal suo spot, a quota 65.

Si genera poi un lungo frame tattico e drammatico sportivamente parlando. Il settimo parziale, infatti, tocca l’ora di gioco, con un finale ricco di colpi di scena. La battaglia sembrava essersi conclusa quando Selby, in vantaggio 57-36, ha avuto l’opportunità di imbucare la marrone della serie finale sui colori e portarsi avanti nel differenziale. Tuttavia, i vincitore di 24 titoli full-ranking lascia la biglia sul tavolo e si avvia un altro intenso scambio tattico. La biglia sarà poi imbucata da Robertson, il quale insacca la blu.

Il numero 3 del ranking si ritrova davanti la possibilità di imbucare la rosa lungo la sponda corta della parte alta del tavolo con un ritorno verso la nera al centro che sembra scontato. Tuttavia, Robertson manca l’imbucata della biglia, che però corre per tutta la sponda ed entra nella buca di destra. Nonostante la battente termini in posizione non proprio comoda, Robertson ha ancora la chance di vincere il frame di un solo punto e riaprire totalmente i giochi. Il quarantatreenne di Melbourne manca, però, l’imbucata.

Come se non bastasse, si avvia l’ennesimo scambio difensivo, dopo che Selby ha provato senza successo a chiudere i conti del frame con un’imbucata di poco fallita, in angolo a sinistra. A seguito di una decina di scambi a testa, a Robertson si ripresenta un’altra opportunità, questa volta in angolo a destra. Il tre volte campione del Regno Unito sbaglia di poco e non riesce a difendersi. Selby chiude quindi la storia del frame, vincendo 63-51.

In vantaggio 5-2, Selby sembra aver superato gli ostacoli più difficili. Tuttavia, la strada verso la finale si rivela nuovamente tortuosa e piena di imprevisti. L’inglese lascia sul tavolo una difficile nera dallo spot in allungo, a quota 62 di serie. Robertson, con già 8 punti all’attivo, riesce lentamente ad avanzare e raggiungere quota 37 senza concedere ulteriori punti all’avversario. Tuttavia, “The Thunder from Down Under” lascia una comoda rossa al centro a Selby, a seguito di una difficile uscita difensiva. Selby si porta avanti nel differenziale, ma non potrà chiudere i conti in questa entrata al tavolo.

Nonostante l’arduo compito di calare trappole ad un maestro di tattica come Selby, Robertson riesce comunque ad onorare la sua presenza in queste battute finali di frame. Ottiene quattro punti di fallo e costruisce alcune interessanti difese, che non saranno però abbastanza per impensierire Selby. Quest’ultimo vince il frame con il punteggio di 77-41 e raggiunge così la sua prima finale in carriera al Champion of Champions.

Picture credits: Champion of Champions

Sull'autore

Christian Capozzolo

Giovane ragazzo appassionato di Sport, che lavora al suo sogno di diventare Giornalista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *