Per una donna il mondo dello snooker può riservare difficoltà. Vera Selby, due volte campionessa del mondo, in questo articolo apparso su Cue World nel settembre del 1983 esprime il suo punto di vista sulla situazione. A distanza di quasi quarant’anni è interessante provare a capire la percezione di un argomento oggi più che mai d’attualità .

Oggi si parla sempre più spesso di scuole snooker, visto il grande seguito che ha ormai il gioco. Sono tanti i ragazzi che sognano di diventare il prossimo Steve Davis o il Jimmy White del futuro.

Ci sono coach certificati, eventi e week-end all’insegna dei fondamenti dello sport, che hanno subito riscontrato un grande successo. In ogni caso, che siano per gli under o over-18, non sembra esserci mai distinzione di genere.

Oggi è davvero incoraggiante rendersi conto che i club danno il benvenuto anche alle donne e offrono le stesse possibilità date agli uomini. Le ragazze sono ancora in netta minoranza e vanno incontro ad un numero di problemi che ragazzi e uomini non hanno. Per questo credo che queste scuole debbano svilupparsi in maniera più specializzata.

È fondamentale che gli allievi, maschi e femmine, imparino sin da subito le basi. Giusta posizione al tavolo, modo corretto di colpire le bilie, regole e in generale come ci si comporta quando si gioca. Tenendo in conto la mia esperienza, c’è molto che donne e ragazze devono sapere per poter procedere nella loro “educazione” allo snooker. Come prima cosa c’è da considerare che si va ad entrare in un mondo dominato dagli uomini. Dunque si deve imparare a relazionarsi con esso.

La psicologia e il corretto approccio mentale allo snooker sono particolarmente importanti per noi donne, se non addirittura essenziali. Affrontare la presunta superiorità o, nel peggiore dei casi, la sfacciata discriminazione che si possono incontrare.

Anche nelle situazioni in cui (fortunatamente più frequenti al giorno d’oggi) le donne sono incoraggiate nei loro sforzi al tavolo, ci sono volte in cui si deve combattere contro una sensazione di inferiorità. A volte è difficile vedere uno stuolo di ragazzini in grado di imbucare bilie a ripetizione con la fluenza di un giocatore esperto.

Qualche anno fa, in un grosso club, ricordo di aver affrontato questo ragazzino di dodici anni dalla faccia d’angelo, che in un batter d’occhio buttava giù ogni singola bilia e quando non lo faceva, mi lasciava sotto snooker. Ho dimenticato il punteggio, e non vorrei per nulla al mondo ricordarlo, ma fu palese che mi sconfisse in maniera assolutamente convincente.

Nella mia carriera sono stata “asfaltata” così tante volte da giocatori talentuosi (e altre volte non così dotati di talento), che ho imparato a venire a patti con la sconfitta, nonostante odi con tutta me stessa perdere. In nessun modo una sconfitta può farmi smettere di giocare e di migliorare le mie abilità.

Ciò che mi ha aiutato sicuramente nei miei anni di formazione è stato l’influsso del mio “maestro”, Alf Nolan. Dopo soltanto qualche lezione, Alf mi disse: “Adesso andiamo a giocare un match d’esibizione di English Billiards.” Con trepidazione lo seguii all’interno della Miners Welfare’s Home dove più di duecento persone erano in attesa di vedere giocare il campione. Ci fu una gran sorpresa quando Nolan disse a tutti che aveva portato una ragazza. “Non sono molto brave a giocare”, disse. “Hanno il cervello più piccolo, lo sapete.” (e chissà cosa ne avrebbero pensato all’epoca le femministe!).

I miei patetici tentativi di controllare le tre bilie non erano accolti molto bene dagli spettatori. “Non sa cosa sta facendo.” “Terrificante.” Questi furono solo un paio dei commenti che sentii. Ovviamente mi sentii a pezzi. Scoppiai in lacrime nel parcheggio e mi ripromisi di non fare mai più una cosa del genere. Ma poi l’ho rifatto più di una volta!

Adesso mi rendo conto che questo trattamento duro fu in un certo senso utile, per me soprattutto e probabilmente potrebbe esserlo anche per altre. In ogni caso dubito che la maggior parte delle giocatrici risponda positivamente a un apprendistato di tal genere e posso testimoniare che i commenti che arrivano possono davvero essere difficili da digerire. E al momento non ci si può far nulla, simili commenti continueranno ad arrivare. Credo dunque che sia importante nell’allenare le ragazze farle abituare a gestire simili situazioni – ossia come mentalmente rifiutare i commenti e continuare ad esprimere al massimo le proprie abilità.

Nel corso degli anni ho perso il conto del numero di ragazze e donne che hanno commentato questo aspetto del gioco – come avrebbero la volontà di giocare ma che non sono in grado di tollerare critiche così severe alla luce del giorno. Io provo sempre a rassicurarle dicendo che sarebbero in grado di farlo se fossero allenato a respingere i commenti delle persone.

Dico sempre che all’inizio non avrei mai pensato di entrare con confidenza in alcuni dei club più difficili e competitivi della città e giocare con un gran numero di spettatori all’interno. Poi ci sono dei bonus. È sorprendente come, se si riesce ad avere la giusta attitudine in certe situazioni, la folla inizi a supportarti. Ci sono state alcune occasioni, anche in ambienti da cui non me lo sarei mai aspettato, in cui mi hanno spinto a sconfiggere “il padrone di casa”. Molto onestamente, posso dire di aver affrontato tantissimi giocatori nel corso della mia carriera e nessuno si è mai rifiutato di stringermi la mano o ha mai reagito male a seguito di una sconfitta.

Alcune donne si spaventano del linguaggio utilizzato in questi posti. Anche in questo caso, raramente ho sentito utilizzare la famosa e volgare parola inglese composta da quattro lettere.

Oggigiorno le ragazze sono fortunate perché possono entrare in quasi tutti i club e possono giocare tra di loro. Questo è ottimo per chi vuole semplicemente rimanere a quel livello, chi invece vuole raggiungere uno standard più alto, deve immischiarsi nelle competizioni. Questo significa di norma entrare a far parte di una lega e giocare in posti del più disparato tipo. Allenare più ragazze significherebbe riuscire a creare squadre composte soltanto da donne e questo potrebbe essere un vantaggio, visto che si fronteggerebbero situazioni scomode in compagnia di un supporto e non da sole.

Due delle ragazze più talentuose che io ho allenato stanno cercando di entrare insieme in un team. Non c’è nulla di “sessista” in questo. Molte donne si sentono più al sicuro quando sono insieme anche se posso assicurare loro che anche se dovessero entrare a far parte di una squadra composta da uomini troverebbero un gran supporto.

Le ragazze che giocano a snooker devono fronteggiare una verità incontestabile. Si ritroveranno ad affrontare ragazzini che sin da una tenera età si allenano per padroneggiare le abilità nel gioco. Per loro sarà invece all’inizio complesso anche solo posizionare la mano sul panno o addirittura colpire la bilia battente. Mi sono accorto di ciò quando ho allenato alcuni ragazzini di otto-nove anni. Notai subito che erano ad un livello molto più avanzato rispetto a delle ragazze di quattordici anni.

Ci sono state diverse discussioni sul perché le donne non riescono ad esprimersi allo stesso standard di gioco degli uomini. Sicuramente è un fattore determinante il fatto che non siano mai state incoraggiate ad allenarsi e che non abbiano avuto le stesse opportunità degli uomini.

Il cervello umano è suddiviso in due emisferi, ognuno di essi collegato a funzioni differenti. Gli uomini tendono ad utilizzare di più l’emisfero destro, mentre le donne il sinistro. L’emisfero sinistro pensa, quello destro “sente”. Gli uomini, che utilizzano di più il primo, saranno avvantaggiati nell’avere un approccio più meccanico e saranno più capaci di giudicare le corrette distanze rispetto alle donne. Secondo gli studi del professore di antropologia Ralph Holloway, le donne sono però più propense ad utilizzare entrambi gli emisferi del cervello allo stesso tempo. Ciò significa che il cervello di una donna sarà probabilmente migliore di quello di un uomo nel fare associazioni mentali e intuizioni deduttive.

Ciò significa che pur se non in grado di avere la stessa abilità e continuità nel mandare giù le bilie di un uomo, una donna avrà un approccio mentale migliore al gioco. Credo che questa sia una caratteristica che vada sviluppata durante l’allenamento per le ragazze.

Durante la mia esperienza come coach, mi sono resa conto che tante donne, sia bambine che non, sono particolarmente attratte da tutti gli aspetti del gioco. Se per i ragazzi lo snooker può essere un gioco come tanti, di solito per le donne che si appassionano diventa invece un qualcosa di più. Se si punta su questo aspetto, il numero di donne coinvolto potrà soltanto crescere nei prossimi anni.

A volte è più facile correggere alcuni errori di impostazione nelle ragazze, che sia la posizione al tavolo o il ponticello. Molto più complesso può essere fare lo stesso con i ragazzi. La storia del gioco affascina parecchio le donne. Cerco personalmente di dare a tutti i miei allievi nozioni sullo snooker e insisto con le ragazze, quando i ragazzi tendono a criticare il loro gioco, di dire chiaramente che loro almeno sanno perché il gioco si chiama snooker! Credo che anche alcuni professionisti non lo sappiano!

Anche le regole sono fondamentali e di solito specifico alle ragazze nel dettaglio gli aspetti fondamentali, facendo quasi veri e proprie lezioni su come si arbitra un incontro. Questo potrà fare guadagnare loro rispetto, soprattutto in determinate situazioni. Il mio consiglio è questo: “Prima spiegate la regola a voce e se non vi credono, portate sempre con voi la versione cartacea delle regole in modo da poter dimostrare di aver ragione.”

Giocare a snooker ha molto a che fare con l’avere fiducia nei propri mezzi. E credo che se le ragazze siano in grado di dimostrare di avere un’ottima conoscenza del gioco e delle sue regole questo non solo può aiutarle a farsi sentire più rispettate ma aiuterà anche a far crescere la confidenza nei propri mezzi.

Sarebbe meraviglioso avere un mondo ideale in cui tutte le donne siano incoraggiate a giocare in tutte le competizioni e in tutto il mondo, un mondo senza alcun pregiudizio. Sfortunatamente credo che la mia sia un’utopia e credo che il livello delle donne in generale non riuscirà ad avvicinarsi a quello degli uomini. Non riesco ad immaginare il giorno in cui una donna riuscirà a battere un uomo nella finale del campionato del mondo. Ma questa non è una ragione per abbattersi. In tutti questi anni il nostro standard è cresciuto tantissimo e visto che oggigiorno sono molte di più le donne coinvolte, il livello continuerà a crescere.

Ci sono già tanti coach uomini che allenano con passione le ragazze e quello che non manca è l’entusiasmo. Come ho già affermato, è fondamentale preparare le ragazze anche dal punto di vista mentale. Vista la richiesta, a questo proposito, spero che ci saranno sempre più coach donna.

Spero che un giorno scompaiano del tutto i problemi che le ragazze affrontano quotidianamente nello snooker. Arriverà il momento in cui entrambi i sessi saranno incoraggiati allo stesso modo, dappertutto. Posso concludere dicendo che una speranza c’è!

Vera Selby, come imbucare una bilia

Sull'autore

Marco Staiano

Le sale fumose, i cazzotti, bere fino all'alba, scommettere l'ultima sterlina sul frame decisivo. Gilet all'ultima moda e cravatte sgargianti. Il genio e la sregolatezza in una stecca. Le macchine da guerra del panno verde. Il Crucible Theater. Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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