Cala il sipario sulla quindicesima edizione del Champion of Champions. A Leicester non sono mancate le emozioni in un atto conclusivo caratterizzato da una prima fase equilibrata e da uno strappo deciso nella seconda. Mark Selby conferma il proprio record perfetto nelle finali disputate nella sua città, batte 10-5 Judd Trump e conquista il titolo per la prima volta in carriera. Prestazione di livello per il quattro volte campione del mondo, che recupera dall’iniziale 1-3 e chiude siglando tre centoni consecutivi.

Alla Leicester Arena giunto al termine il Champion of Champions, prestigioso torneo a inviti. Ai nastri di partenza erano presenti 16 tra i giocatori capaci di vincere un titolo negli ultimi dodici mesi. Non sono mancate le polemiche fuori dal panno verde e forse qualcosa da cambiare su organizzazione e format c’è senza’altro. Dopo sette giornate in cui il pubblico, non sempre numerosissimo, ha potuto assistere tutto sommato a una buona qualità complessiva di gioco, è stato definito il nome del vincitore.

Mark Selby ha sollevato il trofeo per la prima volta in carriera, sconfiggendo Judd Trump con il punteggio di 10-5. Il giocatore di Leicester, proprio insieme al numero uno al mondo, aveva partecipato a tutte le tredici edizioni dal ritorno della competizione nel 2013, senza mai tra l’altro raggiungere una finale. Continua il record perfetto in finale per il giocatore di casa, che aveva vinto entrambi gli atti finali disputati a Leicester (WST Classics, Championship League). L’avvio di stagione dell’inglese era stato solido, con piazzamenti costanti e qualche incidente di percorso. Questo titolo senza dubbi lo aiuta a sbloccarsi e gli permette di arrivare con fiducia al prossimo importante appuntamento: lo UK Championship.

Complessivamente Selby ha meritato, riuscendo ad alternare la solita capacità di rallentare il gioco con ottima qualità nel gioco di serie. Il quattro volte campione del mondo resta l’unico giocatore ad aver siglato almeno un centone in ogni competizione disputata nell’annata 2025/226. La bontà della prestazione si può vedere anche nei dettagli: il quarantaduenne ha tenuto una percentuale perfetta (35/35) in tutto il torneo utilizzando il rest. L’assegno da 150.000 sterline è ovviamente un bonus finale più che apprezzato.

Il numero uno al mondo era partito alla grande andando avanti 3-1, giocando un buono snooker. Fino al 5-5 c’è stato equilibrio e il match sembrava ancora poter andare da una parte o dall’altra. Un cruciale dodicesimo parziale ha però completamente cambiato l’inerzia del match e il giocatore di Bristol ha accusato il colpo, difatti crollando. Nel post-match Trump ha provato a evitare polemiche, ma è parso evidente che la stecca sia stata ritenuta colpevole del pessimo risultato. Nonostante abbia affermato di non poter trovare nulla di positivo nella prestazione, il campione del mondo 2019 sta comunque ottenendo risultati. Con due finali negli ultimi tre tornei disputati, l’inglese cercherà di ritornare a vincere a York esattamente un anno dopo l’ultimo trofeo sollevato.

Il gioco di serie sembrava aver assistito sin da subito il campione dell’edizione 2021. Trump aveva infatti subito siglato break da 111, 73 e 114 per andare avanti alla pausa. Selby aveva risposto subito presente nel secondo con un contributo da 102. La finale, prima tra i due a distanza di 14 anni, è dunque stata subito all’insegna dello spettacolo, con i due che hanno entrambi giocato su una media di circa venti secondi a tiro. Al rientro dalla pausa il numero 11 al mondo ha trovato un grande spunto, giocando uno snooker quasi perfetto.

Break consecutivi da 70, 99, 65 e 64 lo hanno così portato sul 5-3. Il nono frame, ultimo della prima sessione, è stato di fondamentale importanza. Selby ha infatti avuto le sue chance nella prima fase per dare un ulteriore colpo all’avversario, non riuscendo però a concretizzare due occasioni avute. Il mancino di Bristol è stato cinico e con un break da 71 è andato alla pausa lunga ancora pienamente in corsa.

Il primo frame della serata sembrava aver dato un nuovo trend al match. Trump era passato avanti con un break da 61, ma Selby ha dato una lunga battaglia sull’ultima rossa, su cui si è giocato per più di venti minuti. Il giocatore di casa ha prima commesso fallo, recuperato uno snooker ma si è poi dovuto arrendere nel finale. L’ex-numero uno al mondo ha però risposto subito e in due tempi si è aggiudicato l’undicesimo, vinto con il parziale di 90-20.

Il frame successivo è stato quello che ha cambiato le sorti del match. Il quattro volte campione del mondo si è subito messo in serie, mettendo insieme un break da 60, ovviamente non decisivo. Il numero uno al mondo ha costruito in due tempi la propria rimonta. Tutto si è così risolto sulla penultima bilia, la rosa. Dopo una sfida tattica, Trump è andato in buca con la bianca e da qui è in pratica finito il suo match. Al rientro dall’ultima pausa imbucherà soltanto una singola bilia. Selby ha captato il momento e ha sfoderato probabilmente il suo miglior snooker per vincere la sfida. Tre centoni consecutivi, inclusa una fantastica ripulitura da 138, hanno così garantito vittoria e titolo al giocatore di casa.

Sito ufficiale con il tabellino dettagliato della finale del Champion of Champions

Picture credits: Taka Wu/Matchroom Multi Sport

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