Completata all’Alexandra Palace la prima fase del Masters, secondo appuntamento Triple Crown della stagione. A Londra restano adesso in otto a contendersi l’accesso alle semifinali. Prestazione di gran livello per il numero uno al mondo Judd Trump, che sigla tre centoni per sconfiggere con il settimo 6-2 consecutivo della competizione Ding Junhui. Prestazione di livello anche per Neil Robertson, che ha la meglio su uno spento Chris Wakelin, accelerando dopo la pausa con quattro frame consecutivi.
Si entra nella fase cruciale del Masters, torneo non ranking che riunisce i migliori 16 giocatori del mondo. A Londra concluse le ultime due sfide valide per il primo turno. Si disputeranno tra giovedì e venerdì i quarti di finale, che determineranno i nomi dei pretendenti al Paul Hunter trophy. Dopo le polemiche delle prime tre giornate, cambiata anche l’inquadratura televisiva, che aveva dato agli spettatori in giro per il mondo una visuale “quadrata” del tavolo. L’incredibile striscia di 6-2 è continuata a essere in vita anche oggi, con tutte e otto le sfide finora disputate concluse con lo stesso punteggio. Dovremo aspettare i quarti per maggiori emozioni sul panno verde, con tutti gli incontri d’esordio che sono stati a senso unico.
Judd Trump comincia il proprio 2026 con una vittoria convincente, battendo 6-2 Ding Junhui. Il mancino di Bristol proverà a mettere nel cassetto un 2025 deludente, in cui non ha vinto alcun titolo, cosa che non accadeva da bene 12 anni. Il finale di stagione è stato comunque positivo, con le finali conquistate al Northern Ireland Open e allo UK Championship. L’inglese proverà a diventare il settimo giocatore a vincere il trofeo per tre volte, dopo le vittorie del 2019 e del 2023. Sembrano positive anche le sensazioni con la nuova stecca – problema che lo aveva limitato negli ultimi mesi dello scorso anno. Pochi rimpianti per il cinese, che forse avrebbe potuto vincere il primo, ma che dopo il tentativo di rimonta dallo 0-3 non ha potuto quasi nulla negli ultimi frame del match.
La sfida si è aperta con un parziale spezzettato, durato più di mezz’ora. Con il punteggio ancora in bilico, il tutto si è deciso sull’ultima rossa. Trump ha vinto la sfida tattica e si è portato al comando, chiudendo sul 63-50. Dopo un frame in cui nessuno dei due ha mai trovato fluidità al tavolo, il numero uno al mondo ha trovato un grande sprint, aiutato dal proprio gioco di serie. Break consecutivi da 116 e 69 gli hanno infatti permesso di allungare con agio sul 3-0.
Il classe ’87 di Yixing, dopo aver fatto da spettatore o quasi per due frame, ha risposto presente. Un gran break da 98 gli ha permesso infatti di restare nel match. Al rientro dalla pausa, l’inglese si era subito messo in serie, realizzando però un contributo non vincente da 54. Il cinese ha reagito con una serie da 53, vincendo poi il duello sulla gialla per riportarsi sul 3-2. Quando sembrava essersi accesa la sfida, ci ha pensato il campione del mondo 2019 a spegnerla in un batter d’occhio. Concedendo appena 8 punti fino alla fine del match, Trump ha cominciato con un break da 88 e ha poi rapidamente concluso i giochi con due centoni consecutivi (117, 109). Tra lui e le semifinali ci sarà adesso Mark Allen.
L’ultimo a raggiugere i quarti è stato Neil Robertson, che si prende la rivincita su Chris Wakelin e lo batte sempre con l’ormai classico 6-2. Il giocatore australiano si era dovuto arrendere lo scorso aprile al Crucible, dove il suo avversario odierno aveva giocato un match di grande livello. Vittoria che dà subito sensazioni positive al mancino di Melbourne, che ama questo torneo e riesce spesso a esprimere il proprio miglior snooker nella competizione. Il due volte vincitore del titolo ha fatto vedere lampi di grande brillantezza. Inoltre ha sfruttato nel migliore dei modi possibili le tante occasioni concesse dall’avversario. Dal 2-2 infatti non c’è stato difatti più match e l’ex-numero uno al mondo ha veleggiato verso il successo, mettendo in mostra anche un gioco di serie in spolvero.
Nulla da fare invece per il giocatore di Rugby, che è entrato in tabellone soltanto lo scorso venerdì, subentrato all’assente Ronnie O’Sullivan. Il recente vincitore dello Scottish Open veniva probabilmente dal miglior periodo in carriera a seguit del successo a Edinburgo e il primo 147 in carriera in Championship League. Dopo una prima fase in cui ha tenuto testa all’avversario, Wakelin si è disunito e ha iniziato a commettere errore dopo errore, finendo per lasciarsi sfuggire un incontro che poteva quatomeno rendere più equilibrato.
Il primo frame è stato di studio, con entrambi i giocatori che hanno commesso imprecisioni nella fasi iniziali. Robertson ha però trovato il giusto allungo, portandosi al comando. Il numero 14 al mondo ha iniziato bene nel secondo con un break da 65, passando avanti nel differenziale ma sbagliando una comoda rossa. L’australiano si è pericolosamente rifatto sotto e ha recuperato lo snooker sui colori della serie finale. Un grave errore in accosto sulla blu ha però ridato il vantaggio all’inglese, che ha chiuso imbucando la rosa. L’ex-campione del mondo è ritornato al comando dominando il terzo con il suo primo mezzo centone (53), prima che Wakelin si garantisse il 2-2 con il primo centone della sfida (101).
Tutto lasciava presagire una partita equilibrata, ma proprio al rientro in sala, il giocatore di Melbourne ha dato una spallata al match. Lasciando il suo avversario senza imbucare per più di mezz’ora, Robertson ha messo a referto break consecutivi da 116 e 135, prendendo in maniera decisa le redini del match. Il settimo è stato il parziale più equilibrato ma anche contraddistinto da errori bizzarri. Una rossa al centro fallita dal due volte vincitore di titoli ranking ha finito per condannarlo al 2-5, nonostante un tentativo disperato di ricerca snooker. Il numero tre al mondo non ha poi perso ulteriore tempo e dopo un altro errore di Wakelin ha sigillato il successo con il proprio terzo personale centone (102). Kyren Wilson è l’avversario che lo attende ai quarti.
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