Al Crucible Theatre sono iniziate le semifinali del Campionato del Mondo, torneo principe della stagione. Disputati i primi otto frame per entrambi i match, con gli incontri che giungeranno al termine tra venerdì e sabato. Ronnie O’Sullivan e Zhao Xintong si dividono equamente i parziali disputati, mettendo in mostra grandi giocate ma anche errori. In un match ancora non decollato, Judd Trump allunga nel finale dal 3-3 per garantirsi il vantaggio minimo contro Mark Williams.
Siamo giunti al penultimo atto del Campionato del Mondo, diciottesimo e ultimo appuntamento della stagione 2024/2025. Iniziate le semifinali e cambia l’atmosfera al Crucible Theatre, visto che adesso si gioca su un solo tavolo, senza l’iconico divisore presente fino ai quarti. I giocatori coinvolti sono impegnati nel rush finale per raggiungere la gloria, con i match che veranno diluiti in quattro sessioni e disputati al meglio dei 33 frame. Come da tradizione, disputata una sola sessione di giovedì: le sfide entreranno nel vivo venerdì e verranno completate sabato sera.
Perfetto equilibrio tra Ronnie O’Sullivan e Zhao Xintong, che in una sessione molto rapida si sono divisi i frame disputati e ricominceranno dal 4-4 venerdì mattina. Nessuno dei due giocatori ha pienamento convinto nella sfida precedente e tutto sommato quanto visto nei primi otto frame poteva essere pronosticabile. Entrambi hanno dato prova delle grandissime abilità in imbucata e nel gioco di serie, ma non sono mancati anche gli errori, da una parte e dall’altra.
Il sette volte campione del mondo, che si è detto fortunato di non aver trovato un avversario in grado di batterlo, ha avuto i soliti lampi di classe, ma ha anche commesso svariate imprecisioni, come già accaduto dall’esordio. Il cinese, che non era andato mai oltre il secondo turno al Campionato del Mondo, è chiamato a dover fronteggiare anche l’atmosfera della sala. Il suo gioco difensivo, tallone d’Achille che riesce a mascherare grazie alla potenza devastante del proprio break building, verrà messo a dura prova e già quest’oggi ha fatto vedere i propri limiti.
I due si affrontano per la terza volta in carriera, la seconda in un torneo full ranking. L’inglese ha vinto al decider all’English Open nel 2016, prima di dominare invece il match al Champion of Champions nel 2022 (6-1). L’ex-vincitore dello UK Championship è senza dubbi partito meglio dai blocchi, sfruttando le incertezze dell’avversario per andare rapidamente avanti 2-0. Serie da 60 e 62 hanno aiutato il mancino di Xi’an a trovare subito sensazioni positive e prendere il controllo. Zhao ha avuto più di un’occasione anche nel terzo, finendo però per lasciare gioco.
Il quarantanovenne di Chigwell si è allora sbloccato e con la solita fluidità è entrato nel match. Dopo un’iniziale serie da 64, il numero cinque al mondo non ha fatto imbucare una singola bilia all’avversario nei due frame successivi, passando per la prima volta in vantaggio. Contributi da 64, 73 e 60 hanno aiutato l’ex-numero uno al mondo an andare sul 3-2. Il finale di sessione da questo punto in poi è stato frenetico. I due hanno giocato a velocità supersonica, sbagliando ma anche realizzando break vincenti. L’ex-vincitore dello UK Championship ha vinto il sesto per andare sul 3-3, ma ha poi fallito una nera e aperto il gioco. In pochi minuti O’Sullivan ha siglato un break da 82, salvo poi sbagliare una rossa non impossibile nell’ottavo. 4 minuti dopo Zhao ha confezionato la serie più alta del pomeriggio (86), assicurandosi il pareggio.
In serata invece Judd Trump è riuscito ad allungare nel finale in un match per lunghi tratti bloccato e si è garantito due frame di vantaggio nella sfida che lo vede opposto a Mark Williams, chiudendo sul 5-3. Il mancino di Bristol è riuscito a rigirare un match che poteva essere compromesso contro Luca Brecel, mettendo insieme un parziale di ben otto frame consecutivi per ritornare a giocare in semifinale. I due si erano affrontati già al penultimo atto tre anni fa, quando l’inglese riuscì a spuntarla in un epico decider. E proprio al frame decisivo è andata anche la finale del Saudi Arabia Masters, che il numero uno al mondo si è aggiudicato con una splendida serie in contropiede.
Trump gioca per la sesta volta in carriera le semifinali al Campionato del Mondo ed è a caccia della quarta finale. Soltanto nel 2019 è riuscito a sollevare il trofeo più importante. Williams è invece il più anziano giocatore tra gli ultimi quattro da quando ci riuscì il sei volte campione del mondo e suo connazionale Ray Reardon nel 1985.
Soltanto a tratti abbiamo potuto assistere alla brillantezza nel gioco di serie, con diversi parziali bloccati. Non sono mancate le sbavature da una parte e dall’altra. Il tre volte campione del mondo è partito meglio, passando subito al comando con una serie da 73. Il giocatore di Cwm ha avuto l’occasione di raddoppiare in un secondo parziale frammentato, fallendo però una decisiva penultima rossa al centro. L’inglese ne ha approfittato per pareggiare i conti ed è poi passato al comando vincendo il terzo. Il frame non è stato lineare e Williams può rimpiangere anche qui una chance, dopo un traversino fallito quando era vanti 42-32.
Con la solita freddezza, senza scomporsi troppo, il numero sei al mondo ha punito un’imprecisione dell’avversario nel quarto e ha siglato un centone (116) per riportarsi in perfetta parità alla pausa. Trump ha finalmente trovato il primo mezzo centone del suo match al rientro per passare di nuovo al comando. Il giocatore di Bristol ha però rischiato una difficile imbucata nelle fasi decisive del sesto, fallendola. Il gallese ha trovato un contributo da 48 per ristabilire ancora la parità.
Il parziale più equilibrato della prima sessione è stato senza dubbi il settimo, conclusosi sui colori della serie finale. Il numero uno al mondo ha avuto fortuna con un clamoroso fluke quando si trovava indietro 54-27, imbucando una rossa in uscita da uno snooker. Sulla serie finale, Williams ha fallito una difficile marrone al centro e Trump lo ha punito, ritornando in vantaggio. Una serie da 109, dodicesimo centone del torneo e numero 105 in stagione, ha poi permesso al trenta volte vincitore di titoli ranking di chiudere avanti.
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