Ronnie O’Sullivan è sempre stato in grado di far parlare di sé. Nel 2010 al World Open sul 140, in prossimità di realizzare la sua decima serie perfetta, si ferma e stringe la mano all’avversario. Salvo poi cambiare idea e far esplodere il pubblico. Il suo racconto di quel momento, tra la protesta e la “perfezione applicata allo snooker.”

Ronnie O'Sullivan fuma una sigaretta

“Nel 2010 Barry Hearn aveva deciso che non ci sarebbe stato più nessun premio per la realizzazione di una serie perfetta. Al World Open il premio era ancora di 25000 sterline, ma avevano già preso la loro decisione e quindi ciò che restava erano le 4000 sterline per il break più alto del torneo. Per me questa è una pazzia, un insulto – dopo tutto un 147 è ciò di più grande che si possa realizzare nel gioco; perfezione applicata allo snooker.

Quindi, piuttosto che lamentarmi, ho pensato: “Cosa potrei fare per dare una scossa e rendere la questione di pubblico dominio?”. Alla fine mi sono detto, se dovessi ritrovarmi nella condizione di realizzare una serie perfetta, mi potrei fermare, chiedere all’arbitro il prize money in palio e alla sua risposta “No prize money” trovare un modo per sabotare il 147 in segno di protesta.

Ovviamente subito mi ero ritrovato ben piazzato per realizzare una serie perfetta. Mi ero fermato un attimo a parlare con l’arbitro Jan Verhaas.

“Quanto c’è in palio per un 147?”

“Quattromila.”

“Non realizzerò un 147 per quella somma.”

Ero tra i 40 e i 50 punti di serie in quel momento. Non mi aveva risposto nulla, ma credo che avesse pensato stessi scherzando. Mentre continuavo ad imbucare una nera dopo l’altra, gli dicevo che non l’avrei fatto. Si può sentire in sottofondo anche se lo si rivede. Ero arrivato alla gialla.

“Continuerò a non farlo.”

Ero parecchio eccitato. Sarebbe stato un bel modo per protestare  e sicuramente sarebbe stato più memorabile di un 147; gli spettatori in sala sarebbero stati entusiasti nel raccontare: “Io c’ero quando Ronnie si è rifiutato di realizzare una serie perfetta” piuttosto che essere presenti ad un incontro in cui l’ho fatto – dopo tutto ne ho realizzate svariate durante la mia carriera. Questo invece sarebbe rimasto impresso nella memoria, quasi come la serie perfetta da me realizzata con un tempo record, anche se ovviamente per motivi diversi. Nessun giocatore di snooker aveva mai realizzato una serie da 140 e poi deciso di non imbucare la nera. Avrebbe fatto la storia.

Dennis Taylor aveva detto: “Sta sorridendo e scherzando con Jan Verhaas, l’arbitro.” Ma non sapevano cosa stavo dicendo in realtà.

“Cosa si può dire?” aveva detto John Virgo “Sensazionale. Sensazionale.” Ero arrivato a 134. “Ce la puoi fare Ronnie.”

140, la folla era in visibilio.

Poi mi sono alzato e ho stretto la mano a Mark King. Avrei vinto 3-0. La nera era semplice. L’avresti potuta imbucare con la stecca al contrario. Mark guardava il tavolo e sembrava essere sotto shock. L’intera arena era troppo sbalordita per capire cosa stesse succedendo. Ma Jan aveva mantenuto la freddezza. “Dai Ron, fallo per i tuoi tifosi.”

“Guarda questo bastardo, adesso mi fa venire i sensi di colpa nel mio momento di gloria.” E quindi alla fine avevo imbucato la nera.

“Hai mai visto qualcosa del genere?” aveva detto Virgo alla fine. Non lo avrebbe di certo detto se non avessi imbucato l’ultima bilia.

Barry Hearn venne a cercarmi subito dopo. “Grazie a Dio hai imbucato l’ultima nera perché altrimenti saresti finito in grossi guai. C’è il sovraintendente qui che sta cercando di porre un freno agli scandali sulle scommesse e stiamo cercando di ripulire il nostro gioco il più possibile. Per te non sarebbe stata una buona cosa non imbucare quella biglia di fronte a lui.”

Erano passati solo pochi secondi tra lo stringere la mano a Mark e l’imbucare la nera.

Le reazioni furono contrastanti. Per me era ovvio che mi stessi divertendo e allo stesso tempo stessi evidenziando un qualcosa che non mi stava bene, facendo irritare qualche persona. Le autorità invece lo ritennero oltraggioso. Mark Williams fu critico. “Il break di Ronnie dovrebbe essere ufficialmente di 140 perché ha stretto la mano prima di imbucare la nera. Avrebbe dovuto imbucare la nera in tranquillità oppure giocare un colpo di difesa se voleva porre l’accento sulla questione prize money. Ma è questo il motivo per cui le persone vanno a vederlo giocare, per vedere cosa ha intenzione di fare.”

Invece alcuni giocatori furono solidali, d’altronde anche loro erano incazzati per ciò che stava accadendo. Neil Robertson disse che ero stato grande. “Imbucare una rossa e una nera e poi chiedere all’arbitro se c’è un prize money per la serie perfetta è semplicemente geniale. Nessun altro giocatore lo avrebbe fatto. Sapeva che non c’era nessun assegno, si stava soltanto preparando il terreno per quel gesto. Nessuno è più grande del nostro sport, ma lui è in grado di renderlo più attraente quando fa una cosa del genere.”

(Ronnie O’Sullivan, Running)

Sull'autore

Marco Staiano

Le sale fumose, i cazzotti, bere fino all'alba, scommettere l'ultima sterlina sul frame decisivo. Gilet all'ultima moda e cravatte sgargianti. Il genio e la sregolatezza in una stecca. Le macchine da guerra del panno verde. Il Crucible Theater. Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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