Giornata di emozioni pure quelle delle semifinali al Masters di Londra. I 2000 spettatori di un Alexandra Palace gremita hanno assisitito ad una giornata di snooker memorabile. Neil Robertson vince un frame decisivo che entrerà nella storia, recuperando due snooker a un grande Mark Williams. In serata in un altro match emozionante Barry Hawkins sconfigge il favorito Judd Trump, tornando in finale a distanza di sei anni dall’ultima volta.

Se non erano mancate fino ad ora le emozioni al Masters di Londra, la giornata di semifinali ha toccato probabilmente il picco di spettacolo misto a drama. Un Alexandra Palace in visibilio è stato teatro di una giornata di snooker a dir poco memorabile. I quattro mancini ai nastri di partenza del penultimo atto hanno offerto uno spettacolo che non ha lasciato sicuramente indifferente nessuno spettatatore. Entrambe le semifinali si sono concluse al frame decisivo e a sfidarsi nel match clou al meglio delle diciannove partite saranno Neil Robertson e Barry Hawkins.

L’australiano ha sconfitto in una partita che entrerà negli annali del gioco un fantastico Mark Williams. Il mancino di Melbourne è stato sempre indietro sin dalle fasi iniziali, ritrovandosi prima sull’1-4 e poi sul 3-5, prima di vincere un epico decider recuperando due snooker di svantaggio.

Robertson non giocava una finale al Masters dal 2015, quando fu sonoramente sconfitto da Shaun Murphy. Proverà a conquistare il secondo titolo, a distanza di dieci anni dall’unico successo ottenuto nel 2012. Il tre volte campione del mondo gallese ha soltanto sfiorato il successo che lo avrebbe riportato all’atto conclusivo del torneo, ben diciannove anni dopo il famoso successo contro Stephen Hendry nel 2003.

A partire meglio dai blocchi è stato Robertson, che ha subito aperto le danze con un centone (102), il quarto del suo torneo. Williams però ha subito reagito. Il giocatore di Cwm è riuscito a mostrare il grande gioco espresso questa settimana, che gli ha permesso di eliminare il campione in carica Yan e lo storico rivale Higgins. Con serie da 59, 71 e 70 è stato il gallese a portarsi avanti alla pausa 3-1.

Un break da 60 al rientro in sala sembrava poter spezzare definitivamente le gambe all’australiano. La reazione del numero tre al mondo però non si è fatta attendere, con due frame consecutivi portati a casa. Williams si è però tenuto caldo, piazzando uno splendido break da 91 per portarsi ad uno del match. Dopo aver preso in mano il gioco nel nono parziale, a quota 23, il gallese ha sbagliato una nera dallo spot. Rivitalizzato dall’errore dell’avversario, Robertson ha risposto con una serie vincente da 95 per riaprire il match. Mostrando grande freddezza e concentrazione, il giocatore di Melbourne ha siglato un magnifico 119 per forzare il decider.

Qui è stato Williams a riprendere in mano il controllo, realizzando una serie da 67 che sembrava poter essere già vincente. Robertson ha giocato infatti dovendo recuperare due snooker. Nella fase difensiva, una situazione particolare si è creata, con una nera posizionata in prossimità della buca a filo con l’ultima rossa. Robertson ha recuperato quattro punti di fallo, prima che Williams effettuasse la giocata del torneo, bocciando via la complicatissima rossa con una sensibilità incredibile.

Il gallese ha fallito qualche occasione di troppo sull’ultima rossa e Robertson lo ha messo sotto scacco, recuperando gli ultimi punti necessari sulla gialla. Con una cinica ripulitura da 27 l’australiano si è così garantito un successo speciale, accolto in maniera entusiastica dal pubblico.

Se la finale contro Trump sembrava poter essere scontata, non tutti avevano invece fatto i conti con Barry Hawkins. Il mancino di Ditton, dopo aver eliminato i già campioni Murphy e Selby, batte al frame decisivo anche il numero due al mondo, tornando in finale nel torneo a distanza di sei anni dall’ultima volta. Un match magari non spettacolare e di qualità come quello del pomeriggio, ma che ha regalato comunque grandi giocate e tante emozioni.

Il giocatore di Bristol non è sembrato al meglio nella prima fase dell’incontro, ma nonostante ciò con un gran guizzo era riuscito a ribaltare il risultato dal 2-4 al 5-4. Qui però è stato il numero dieci al mondo a far valere il suo talento, non permettendo al più quotato avversario di imbucare una singola bilia negli ultimi due parziali disputati.

“Non so neanche cosa dire, l’atmosfera è stata indescrivibile. Nel finale ero un fascio di nervi, ma mi sentivo alla grande. Non riesco ad esprimere quanto sia contento.” Queste le parole di un emozionato Hawkins al termine del match. L’inglese torna in finale al Masters dopo la sconfitta subita contro Ronnie O’Sullivan nel 2016.

Se per qualcuno la semifinale poteva essere una passeggiata per il favorito Trump, si è percepito invece il contrario sin dal primo frame. Dopo una lunghissima battaglia è stato infatti Hawkins ad aggiudicarsi il parziale, vinto 72-61, con entrambi i giocatori che curiosamente hanno siglato serie da 46.

Il vincitore del torneo nel 2019 si è però dato una scossa, vincendo i due successivi parziali con serie da 86 e 63. Quando un 3-1 alla pausa sembrava probabile, Hawkins ha sferrato il contrattacco, recuperando nel quarto e chiudendo sui colori per chiudere la prima sessione sul 2-2. Al rientro, un Trump poco centrato ha dato il via all’offensiva del numero dieci al mondo. Un break da 60 e un superbo 124 hanno garantito ad Hawkins il 4-2.

Trump però non si è lasciato innervosire, nonostante un feeling con le bilie non perfetto. Hawkins ha iniziato a sentire la pressione, commettendo più di un errore sia in imbucata che nella scelta di tiro. Chance non capitalizzate sia nel settimo che nell’ottavo hanno pesato per il giocatore di Ditton. Trump ha punito le imprecisioni, mostrando grande calma. Avanti 5-4 il successo è stato ad un solo frame per il campione del mondo 2019.

Con un temperamento e una tenacia non sempre visti, Hawkins ha lasciato a 0 l’avversario, ribaltando il risultato con serie vincenti da 76 e 58. Domani in palio uno dei titoli più prestigiosi della stagione e 250000 sterline. Considerando tutte le competizioni, l’australiano è avanti 15-10 negli scontri diretti. Nell’ultimo scontro al Masters, Robertson vinse nei quarti di finale del 2019 con il punteggio di 6-3.

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Sull'autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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