Cala il sipario su un’emozionante edizione del Masters. Neil Robertson sconfigge nettamente con il punteggio di 10-4 Barry Hawkins e si aggiudica di nuovo il prestigioso torneo, esattamente a dieci anni di distanza dall’ultima volta.

Si è concluso dopo una settimana di grande snooker il Masters, il più prestigioso torneo ad inviti della stagione. L’Alexandra Palace, sede del torneo, ha rianimato (non senza alcuni eccessi) il morale di tutti i giocatori, dopo la scorsa edizione disputata a porte chiuse a Milton Keynes.

L’australiano Neil Robertson si è aggiudicato per la seconda volta in carriera il titolo, sconfiggendo in finale Barry Hawkins. Dopo essersi aggiudicato il titolo nel 2012, il mancino di Melbourne non giocava una finale dal 2015. Contro Murphy sette anni fa fu sconfitto nettamente con il punteggio di 10-2, mentre quest’anno è stato lui a dominare e non lasciare chance all’avversario. Il campione del mondo 2010 ha così conquistato il sesto titolo della cosiddetta Triple Crown, staccando così Alex Higgins. Il numero quattro al mondo diventa così ottavo nella classifica totale (un campionato del mondo, due Masters, tre UK Championship).

Robertson incassa un assegno da 250000 sterline. Dopo un avvio non brillante contro McGill, l’australiano ha sconfitto prima Ronnie O’Sullivan e poi in un match già entato nella storia Mark WIlliams, recuperando due snooker nel decider. Contro Hawkins la storia è stata invece diversa. Il giocatore di Ditton è stato sconfitto nella seconda finale in carriera nel torneo, dopo la pesante sconfitta patita con O’Sullivan nel 2016 (10-1). Il numero dieci al mondo può consolarsi con 100000 sterline e una grande settimana, in cui ha sconfitto consecutivamente tre campioni del mondo (Murphy, Selby, Trump).

L’atto conclusivo del torneo è iniziato con un lungo frame, in cui è stata percepibile la tensione da parte di entrambi. Dopo più di mezz’ora e qualche errore di troppo, è stato Hawkins ad aggiudicarsi il primo parziale, vinto 60-30 con il supporto di una mini-serie da 30. La reazione dell’australiano però è arrivata repentina, con break da 50 e 105 per portarsi in vantaggio. L’inglese ha realizzato soltanto sette punti nei due frame. Il numero dieci al mondo ha però conquistato l’ultimo parziale prima della pausa, pur senza l’ausilio di serie di qualità.

Al rientro in sala, la tensione si è impennata con un frame deciso sull’ultima bilia disponibile. Hawkins è passato a condurre con un break da 60, ma è stato Robertson a chiudere i conti sulla nera decisiva. Due identiche serie da 54 hanno dato il primo doppio vantaggio all’australiano, prima che l’inglese ricucisse il punteggio sul 4-3. L’ultimo frame prima della pausa lunga è stato però dominato dal giocatore di Melbourne e vinto di forza con uno splendido break da 73.

Se nella prima sessione c’è stato un parziale equilibrio, nelle fasi salienti del match Robertson ha ingranato la marcia superiore, lasciando per strada un solo frame. Un errore su una difficile rossa di Hawkins ha dato il via al numero quattro al mondo, che è stato cinico nel chiudere con un mezzo centone tondo. Sul 6-3, il giocatore di Ditton ha reagito con una serie vincente da 69 per tenersi in scia. A questo punto però l’inglese non riuscirà più a conquistare un parziale. Con una zampata vincente, Robertson ha infatti conquistato quattro frame consecutivi. Serie da 68 e 114 e un break da 47 hanno garantito il successo finale all’australiano. Per dimostrare il dominio nelle fasi finali, Hawkins ha siglato appena 27 punti dal 6-4 Robertson.

Questo il commento di Robertson: “Quando ho vinto qui per la prima volta, mio figlio Alexander era appena nato. Volevo poter festeggiare un successo anche con mia figlia Penelope e adesso ci sono riuscito. Barry era l’underdog e mi sono sentito come il cattivo che rovina la favola a lieto fine. Lui merita sicuramente di portare a casa un titolo importante. Sono dovuto restare concentrato sin dall’inizio. Sapevo che il pubblico era dalla sua parte, ma grazie alla mia esperienza sono stato in grado di non dare troppo peso alla cosa. Quando ho vinto questo titolo la prima volta, ero sicuro di poter tornare in Australia contento. Non avrei mai detto di essere ancora qui sedici anni dopo.”

Sito ufficiale con i risultati completi del Masters

Sull'autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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