Iniziato nella splendida cornice dell’Alexandra Palace il Masters di Londra. Il torneo vede ai nastri di partenza i sedici migliori giocatori della classifica. Nel match d’apertura, un grande Mark Williams sconfigge con il punteggio di 6-4 il campione in carica Yan Bingtao. In serata, dopo una partenza molto difficile, Neil Robertson riesce a girare il suo match, sconfiggendo 6-3 Anthony McGill.

Dopo la tradizionale pausa natalizia (inframmezzata dalla Championship League), è iniziato il Masters. La quarantanovesima edizione del torneo vede il ritorno dell’Alexandra Palace, dopo che nel 2021 si era giocato a porte chiuse a Milton Keynes. Ai nastri di partenza della competizione i migliori sedici giocatori della classifica, con il taglio effettuato dopo lo UK Championship. In ognuno degli otto match sarà impegnato almeno un campione del mondo. Per la prima volta, sponsor ufficiale è Cazoo, rivenditore di auto on-line.

Da campione in carica, al cinese Yan Bingtao è stata assegnata la testa di serie numero uno, mentre numero due del tabellone è il campione del mondo in carica Mark Selby. In ordine di classifica sono stati occupati gli altri sei posti del seeding, mentre è casuale il soreteggio degli accoppiamenti degli altri giocatori presenti. Come da tradizione, la domenica è stata la giornata d’esordio nel secondo torneo della cosiddetta Triplice Corona. Due i match disputati, con incontri al meglio delle undici partite.

Era parecchia la pressione su Yan Bingtao, per tanti agevolato lo scorso anno dalla mancanza del pubblico alla Marshall Arena, ottenendo il successo all’esordio contro John Higgins. Il ventunenne di Zibo non aveva già sulla carta un compito facile, visto che negli scontri diretti non era mai riuscito a sconfiggere il tre volte campione del mondo Mark Williams. Il gallese è alla ventiquattresima edizione disputata del Masters, dove proprio 24 anni fa sconfisse Stephen Hendry, imbucando la nera decisiva.

Nelle prime fasi del match, il cinese non è sembrato affatto influenzato dalla pressione. Williams ha avuto il gioco in mano in più di un’occasione, senza però riuscire mai a concretizzare le proprie occasioni. Yan ha realizzato serie definitive da 64 e 71 per portarsi avanti 2-0. Dopo aver trovato una gran difesa nel terzo, il giocatore di Cwm ha sfruttato l’errore dell’avversario in uscita dallo snooker (al settimo tentativo) per accorciare le distanze sul 2-1. Una giocata in estrema finezza mal eseguita ha condannato Williams nel quarto, con Yan che ha chiuso alla pausa sul 3-1 grazie al terzo mezzo centone del suo match (57).

Decisivo per le sorti del match è stato il quinto frame. Entrambi i giocatori non sono mai riusciti a stabilizzare la serie, con tante belle imbucate singole da una parte e dall’altra, prima che Williams realizzasse una serie da 56 comunque non definitiva. Con uno snooker da recuperare e rosa e nera al tavolo, Yan ha trovato una gran difesa dietro la bilia di maggior valore. Il numero otto al mondo, però, con una delle sue classiche giocate spettacolari a una mano ha mandato giù la rosa e accorciato le distanze.

Il quarantaseienne, ringalluzzito e guidato dal suo enorme talento, ha trovato il suo miglior snooker, sia nel gioco di serie che nelle imbucate dalla distanze. Con serie da 62, 67, 64 e 104 il gallese si è portato avanti 5-3. Yan non è riuscito ad imbucare una singola bilia per più di mezz’ora, con una serie di ben 278 punti a 0 in favore di Williams. La reazione del giovane cinese è arrivata soltanto a questo punto, con una splendida serie da 122. Sul 5-4 il già due volte vincitore del Masters ha prima trovato un fluke (che gli ha permesso di andare sul 40-0), per poi chiudere i conti con una magnifica serie da 85.

Williams nel post-partita ha affermato di amare l’atmosfera dell’Ally Pally, lanciando poi un guanto di sfida a John Higgins. “Mi piacerebbe affrontare John al prossimo turno. Ormai è da una vita che siamo sul circuito. Lui sta diventando sempre più vecchio, i suoi capelli stanno diventando più bianchi e ne ha sempre di meno. Lo stesso vale per me. Sarebbe bello sfidarlo di nuovo, l’atmosfera sarebbe bella come al Crucible nel 2018.”

Dopo una partenza per nulla convincente, riesce a raddrizzare il proprio match Neil Robertson, che sconfigge con il punteggio di 6-3 lo scozzese Anthony McGill. Dopo aver finito lo scorso anno con un buon risultato (finale al World Grand Prix), l’australiano ha ammesso di essersi sentito arrugginito durante le prime fasi dell’incontro, con un McGill che è stato poco cinico e si è lasciato sfuggire l’occasione di vincere il primo match al Masters alla sua seconda partecipazione.

Il mancino di Melbourne è riuscito a non subire durante i primi quattro frame, chiudendo la sessione sul 2-2, quando invece un 3-1 o addirittura un 4-0 McGill non sarebbero stati immeritati. Al rientro in sala Robertson è certamente salito di livello, ma il giocatore di Glasgow al contempo è stato troppo impreciso nei momenti importanti. Diverse nere dallo spot fallite, in situazioni diverse, hanno condannato alla sconfitta lo scozzese.

Il match è iniziato con un lungo parziale caratterizzato da una lunga fase tattica. Robertson ha tentato due tiri in combination, fallendoli di parecchio, senza però essere punito dal tavolo. McGill però si è fatto trovare pronto e vedendo l’australiano tentennare ha sfruttato l’occasione, portandosi sull’1-0 con una serie da 78.

Nel secondo frame, c’è stato molto equilibrio sino alle fasi finali, quando Robertson ha clamorosamente sbagliato le misure in una giocata difensiva sulla gialla. Lo scozzese ha avuto una comoda occasione per ripulire il tavolo e allungare, ma sfortunatamente è finito in buca con la bilia battente. Con palla in mano dal semicerchio, Robertson non ha fallito la più comoda delle chance per pareggiare.

Il numero 16 al mondo si è riportato avanti con una bella serie da 115, l’unico centone dell’intero match. Nell’ultimo frame della sessione Robertson è riuscito a portarsi in parità sfruttando diversi errori del suo avversario. Dopo aver fallito una comoda imbucata, l’australiano sembrava rassegnato a doversi accontentare di un 3-1, prima che una rossa fallita da McGill sul 46-4 lo mettesse in moto. Un providdenziale break da 75 lo ha portato così sul 2-2.

Al rientro in sala, i due si sono equamente divisi quinto e sesto frame, con Robertson passato a condurre con una serie da 94 e McGill bravo a reagire con un break da 75. Lo scozzese a questo punto però non è più riuscito ad essere concreto nei momenti salienti, fallendo più di un’imbucata decisiva. Al contempo il livello del numero quattro al mondo è cresciuto, con il mancino di Melbourne che è anche riuscito a dare spettacolo in un incontro a tratti abbastanza bloccato. Con serie da 57 e 62 Robertson è andato avanti 5-3, prima di chiudere nel nono parziale vinto con il punteggio di 66-1.

Robertson ha ammesso di non riuscire sempre ad arrivare ben preparato al Masters (era uscito per due edizioni consecutive all’esordio) e che non si era sentito particolarmente sicuro del proprio snooker nelle fasi iniziali. Il successo in questo match può senza dubbi essere importante per poter ritrovare il miglior gioco nei quarti di finale. L’australiano sfiderà il vincente tra Ronnie O’Sullivan e Jack Lisowski.

Sito ufficiale con risultati completi e tabellone del Masters

Sull'autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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