Neil Robertson in un match dai risvolti drammatici batte Judd Trump 10-9 al decider e si aggiudica lo Uk Championship

Finale senz’altro memorabile quella dello Uk Championship 2020 tra Neil Robertson e Judd Trump. Terzo titolo in tre finali raggiunte per l’australiano nel torneo, dopo i successi del 2013 e del 2015. Robertson torna ad aggiudicarsi un torneo della Triple Crown, a cinque anni di distanza dall’ultimo. Continua a mancare invece l’acuto a Trump, che non ne vince uno dal campionato del mondo 2019.

Robertson è giunto in finale giocando complessivamente meglio, mostrando picchi di gioco altissimi. Trump invece, pur impressionando di meno, è sempre stato in grado di mantenere i nervi saldi, dimostrando sempre di poter gestire match e avversario.

La finale è iniziata in maniera contratta, con frame frammentati e molti lottati, in cui non sono mancati gli errori. Due mezzi centoni ( 69 di Robertson, 79 di Trump) hanno portato il match alla pausa sul 2-2. Quello visto nei primi quattro frame sarà il leitmotiv della finale, con i giocatori capaci di imbucare singole bilie magnificamente, ma di non trovare mai vero ritmo nel gioco di serie. Non la partita che ci si aspettava alla vigilia, ma non per questo meno gradevole e combattuta.

Il trend sembrava essersi interrotto al rientro in sala quando la qualità si è alzata repentinamente. L’australiano ha siglato due centoni (103, 110), senza però mai riuscire a staccare l’inglese, che con un 128 ha mandato il match alla pausa lunga sul 4-4. Gioco difensivo non su livelli complessivi stellari, ma gioco dalla distanza pregevole, con Trump addirittura al 100% (9/9).

Nella sessione conclusiva il filo conduttore visto nelle prime fasi del match ritorna prepotentemente a caratterizzare l’andamento dei frame. La qualità complessiva cala leggermente, con i giocatori imprecisi anche dalla distanza, ma comunque concentrati e abili nel non lasciar mai scappare l’avversario. Sul 7-6 in favore di Robertson sembrava poterci essere il momento di svolta, quando in un frame durato più di 50 minuti il mancino di Melbourne ha avuto diverse occasioni per poter prendere il primo vantaggio significativo. Dopo svariati errori, chance non sfruttate (tra cui più di una free ball non concretizzata in attacco) e ben 44 punti di fallo, Trump si è portato sul 7-7.

L’equilibrio e i layout frammentati hanno continuato a farla da padrone, sin quando Robertson ha siglato uno splendido centone (con sei inusuali mani di rossa-verde) per portarsi sull’8-8. Quando Trump si era poi portato sul 9-8 il match sembrava potersi concludere. In serie e con bilie ben disposte, il numero uno del mondo ha commesso un errore fatale su una rossa in angolo. Robertson ha imbucato una rossa non scontata e una coraggiosa marrone in attacco per chiudere con una splendida seria da 72 e forzare il decider.

E proprio al decider si è raggiunto l’apice del drama. Il frame decisivo è durato più di un’ora e la tensione è stata palpabile sin dall’inizio. Robertson ha rallentato i tempi di tiro in maniera sensibile, mentre Trump ha provato a mettergli pressione giocando quasi d’istinto. Giunti sulla serie dei colori finali, l’inglese sembrava aver girato il match a suo favore. Dopo aver imbucato la verde con la mano debole e una difficilissima blu, Trump ha sbagliato una rosa non impossibile. Robertson ha preso coraggio e non ha sbagliato.

L’australiano sale al numero due in classifica e si aggiudica il torneo con il nuovo numero record di centoni (13). Trump deve ancora rimandare il successo allo Uk Championship, vinto l’unica volta nel 2011.

Sito ufficiale con lo score dettagliato della finale e i risultati di tutti gl altri match del torneo

Sull'autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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