Ronnie O’Sullivan batte 10-8 Neil Robertson e si aggiudica il World Grand Prix, ultimo torneo del 2021. Trentottesimo titolo full ranking in carriera per il numero tre al mondo, che ritorna al successo dopo cinque sconfitte consecutive in finale. L’australiano esce sconfitto per la diciottesima volta in ventisette confronti diretti.
Dopo sedici mesi e cinque finali consecutive perse, Ronnie O’Sullivan vince di nuovo. Al World Grand Prix, ultimo torneo dell’anno solare, il numero tre della classifica mondiale ha sconfitto Neal Robertson con il punteggio di 10-8. Nella nuova sede di Coventry, O’Sullivan si riaggiudica il titolo a tre anni di distanza dall’ultima volta, quando sconfisse Ding Junhui a Preston. Sfuma invece il ventiduesimo trionfo per il mancino di Melbourne, che avrebbe raggiunto in caso di successo Judd Trump al sesto posto tra i più vincenti della storia del gioco.
Il match è stato caratterizzato da una prima sessione fatta di alti e bassi, in cui il gioco di serie non è stato in grado di canalizzare l’esito dell’incontro. Robertson è sempre stato in vantaggio, ma non è riuscito a mantenerlo fino alla pausa lunga, soprattutto grazie ad un magistrale recupero di O’Sullivan nell’ottavo frame. L’esito del match sembrava poter cambiare quando l’australiano si è sbloccato dal punto di vista realizzativo, portandosi sul 7-5. Il sei volte campione del mondo però, come già accaduto in altre partite in settimana, ha alzato vertiginosamente il livello e con prepotenza è riuscito a conquistare quattro frame consecutivi. Punendo un errore di Robertson, che ha avuto una possibilità per allungare l’incontro, O’Sullivan ha chiuso i conti sul 10-8.
A partire meglio è stato senza dubbi il numero quattro al mondo. O’Sullivan, come in semifinale con Bingham, è sembrato sin da subito impreciso dalla distanza e non pienamente centrato anche su giocate non impossibili. Serie da 72 e 62 hanno portato Robertson abbastanza comodamente sul 2-0. Dopo essersi portato in vantaggio anche nel terzo, l’australiano ha fallito una rossa a media distanza, dando la possibilità all’inglese di entrare nel match. Indietro 50-39, O’Sullivan è andato in ripulitura per accorciare le distanze. Gestendo bene le fasi tattiche, cose che caratterizzerà il suo match, il quarantaseienne di Chigwell ha conquistato anche il quarto parziale, punendo un errore del suo avversario sulla verde.
Il quinto frame è stato sin da subito frammentato e poco lineare. Robertson lo ha vinto dopo una lunga sfida, non esente da errori. Il mancino di Melbourne si è aggiudicato in due tempi anche il sesto, ristabilendo così un vantaggio di due. Robertson aveva preso ancora in mano il gioco, ma giunto a quota 12 ha fallito una rossa lungo sponda. O’Sullivan ha realizzato la sua prima serie di qualità, un break definitivo da 90. Nell’ultimo frame della sessione Robertson aveva tutte le carte in regola per chiudere avanti 5-3. Ormai sicuro di essere avanti di sei punti sul differenziale, l’australiano ha giocato in attacco l’ultima rossa, fallendola. Qui O’Sullivan ha dimostrato ancora una volta di possedere un talento straordinario in ogni aspetto del gioco, recuperando con grandissime giocate i punti di cui aveva bisogno e ottenendo così il pari sul 4-4 andando in ripulitura.
Al rientro in sala per la sessione conclusiva, la qualità complessiva del gioco è stata ancora al di sotto del potenziale dei due. O’Sullivan è rientrato al tavolo con statistiche tutt’altro che favorevoli, imbucando all’86% e con appena il 45% nel gioco da lontano. Robertson ha subito riallungato con una serie da 59, ma il numero tre al mondo ha reagito vincendo il nono frame per andare sul 5-5. A questo punto ci sono stati segnali di una possibile svolta, con due frame importanti vinti da Robertson.
L’australiano ha prima siglato un centone (l’unico del match) e ha poi punito un grave errore di O’Sullivan per andare alla pausa sul 7-5. Il sei volte campione del mondo, quando pareva potersi riportare in parità, ha fallito una rossa in angolo dopo aver realizzato un break da 49. Robertson è andato in ripulitura, vincendo comodamente il frame in steal con una serie da 88.
O’Sullivan però ha giocato il suo miglior snooker esattamente nel momento in cui ne aveva più bisogno. Dal 7-5 Robertson, quasi senza sforzo, il grande campione inglese ha incamerato quattro frame consecutivi. Una serie da 90 e due da 77 hanno completamente ribaltato l’esito dell’incontro. Il gioco dalla distanza e quello posizionale sono magicamente ritornati, in un lampo di genio che ha scosso la stabilità di Robertson. L’australiano, dopo aver tentennato, ha accorciato sul 9-8 con una serie da 78. Dopo aver preso in mano il gioco anche nel parziale successivo, con un tavolo abbastanza favorevole, il mancino di Melbourne ha commesso un errore sulla nera dalla spot, non colpendola in maniera ottimale. O’Sullivan è stato cinico, chiudendo i conti con l’ennesima serie da 77, la terza del suo match.
Trentottesimo titolo full ranking su cinquantanove finali disputate per O’Sullivan, che allunga nei confronti di Stephen Hendry. Dopo il record di cinque finali consecutive perse, il numero tre al mondo torna al successo dopo più di un anno e mezzo, battendo due top-16 consecutivamente, cosa che non gli capitava dallo scorso marzo. L’inglese resta al numero tre della classifica, accorciando le distanze dal secondo posto appartenente a Judd Trump. Deluso l’australiano, che poteva diventare il primo a conquistare due full ranking in questa stagione.
Sito ufficiale con il resoconto dettagliato della finale del World Grand Prix

