Cala il sipario su una memorabile undicesima edizione del World Open. Al Yushan Sport Centre conclusa una finale carica di emozioni e serie vincenti, tra due giocatori che si sono affrontati a viso aperto. Thepchaiya Un-Nooh rimonta dall’iniziale 0-4 contro Ronnie O’Sullivan e trova nel finale un guizzo di qualità assoluta, fissando il punteggio sul 10-7. Il thailandese sigla un 147, vince il secondo titolo in carriera e si garantisce anche un posto al Tour Championship, concludendo così una settimana indimenticabile.

Giunto al termine il World Open, ultimo appuntamento cinese del calendario e sedicesimo full ranking della stagione. Al Yushan Sport Centre l’undicesima edizione dell’evento resterà senza dubbi negli annali, per più di un singolo motivo. Ci si poteva aspettare una finale emozionante e all’insegna della qualità e gli spettatori presenti nell’arena non sono affatto stati delusi. In uno degli atti conclusivi più coinvolgenti degli ultimi tempi, a sollevare il titolo è stato Thepchaiya Un-Nooh, che ha avuto la meglio su Ronnie O’Sullivan con il punteggio di 10-7.

Il giocatore thailandese dimostra dunque il proprio feeling con la competizione, doveva aveva conquistato già la finale nel 2019. Questa volta però il mancino di Bangkok è riuscito a dare prova di non crollare nel momento decisivo e di aver trovato a quarant’ anni la capacità di non lasciarsi scappare via i match. Se il suo talento è sempre stato indubbio, la mancanza di completezza nel proprio gioco e le defaillance dal punto di vista mentale lo hanno limitato per quanto riguarda i risultati. Quest’oggi una partenza disastrosa avrebbe potuto condizionarlo, invece una gran rimonta e una fiammata finale gli hanno permesso di vincere in stile il trofeo.

Un-Nooh conquista il primo titolo in carriera in un torneo con format tradizionale dopo lo Shoot Out. È il secondo rappresentante della propria nazione a riuscirci dopo la leggenda James Wattana. Il successo gli permette di guadagnare un assegno da 175.000 sterline, salendo così al ventiduesimo posto della classifica. La vittoria gli permette inoltre di garantirsi un posto al Tour Championship, riservato ai dodici migliore giocatori della one-year ranking list. Seppur molto complesso, il quarantenne potrebbe ancora diventare testa di serie al Crucible: per riuscirci dovrebbe vincere il titolo anche a Manchester tra due settimane. Chicca in più è la settima serie perfetta siglata in carriera, che rende il trionfo ancor più speciale.

Sfugge dunque il successo al sette volte campione del mondo, che dopo un avvio perfetto, aveva subito nelle fasi centrali del match. Con la solita classe l’inglese sembrava essere riuscito a far girare la sfida nel momento cruciale, ma si è poi dovuto arrendere nel finale quando il suo avversario ha semplicemente giocato in maniera perfetta. Il giocatore di Chigwell può comunque raccogliere sensazioni positive e adesso avrà tempo per potersi preparare al meglio al Campionato del Mondo. La settimana cinese resterà indimenticabile comunque anche per il cinquantenne, che ha messo a referto uno straordinario break da 153 due giorni fa, il più alto mai siglato in competizione ufficiale.

O’Sullivan è partito in maniera perfetta dai blocchi, passando subito a condurre con un break vincente da 73. Il secondo parziale è stato invece sicuramente più equilibrato, con il giocatore di Bangkok che aveva avuto un’ottima chance, fermandosi però solo a quota 30. Il frame si è spezzettato ma a uscirne vincitore alla fine è stato l’ex-numero uno al mondo, che ha chiuso sul 70-40 sui colori della serie finale. Giocando con la solita velocità e classe, l’inglese ha ulteriormente allungato, trovando il primo centone della finale (124). Un-Nooh sembrava poter aver limitato i danni nel quarto, dove è passato a condurre con un mezzo centone (50). La serie non si è però rivelata decisiva e ancora una volta il giocatore di Chigwell l’ha spuntata nel finale, prendendosi così un pesantissimo 4-0 alla pausa.

Quanto visto sembrava una copia identica della sfida tra i due al Crucible nel 2020, quando O’Sullivan chiuse con un perentorio 10-1. La pausa ha però fatto bene al numero 39 del ranking, che ha iniziato a trovare fiducia. Dopo essersi sbloccato nel quinto con una serie da 83, il thailandese ha lentamente preso il sopravvento. L’inglese ha cominciato a commettere troppe imprecisioni, soprattutto nei momenti più delicati. Un mezzo centone non gli è stato sufficiente per vincere il settimo e da quel momento il resto della sessione gli è scivolato via. Il vincitore dello Shoot Out 2019 ha messo a segno altri due break da 82 e 80 e ha inanellato cinque frame consecutivi, chiudendo avanti la sessione 5-4.

Al rientro per la sessione finale abbiamo assistito difatti all’ultimo frame equilibrato di tutto il match. O’Sullivan si era portato al comando nelle fasi iniziali, ma alla fine un prezioso break da 50 ha aiutato il thailandese a spuntarla nel finale, permettendogli così di allungare per la prima volta. Dopo una fase poco brillante, l’inglese sembrava aver fatto girare il match con una fiammata di snooker di altissimo livello. Il sette volte campione del mondo ha infatti siglato tre centoni consecutivi (114, 102, 136) ed è così ritornato al comando sul 7-6 all’ultima pausa. Lo standard di gioco si è alzato tantissimo e quando sembrava che il thailandese fosse ormai fuori dai giochi, la situazione si è ancora ribaltata. Il cinquantenne di Chigwell infatti riuscirà a mettere a segno soltanto altri 6 punti in tutta la sfida.

Un-Nooh ha giocato per quattro frame uno snooker semplicemente perfetto, forse il migliore mai visto in un momento cruciale di una finale. Dopo una serie da 77, il già finalista del torneo ha messo a referto tre centoni consecutivi per aggiudicarsi il titolo, includendo anche la settima serie perfetta in carriera nel sedicesimo. Nulla da dire sullo standard tenuto dal thailandese nel momento decisivo. Il giocatore di Bangkok ha dato prova di poter spazzare via anche il più titolato giocatore di sempre quando il suo snooker è centrato.

Sito ufficiale con il tabellino della finale del World Open

Picture credits: WST

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