All’Alexandra Palace si è conclusa la cinquantaduesima edizione del Masters. In un atto conclusivo caratterizzato da frame spezzettati, errori e sprazzi di qualità, Kyren Wilson ha sconfitto con il punteggio di 10-6 John Higgins. Dopo le due finali perse, il giocatore di Kettering sfrutta una prestazione opaca dell’avversario e trova un successo che gli dà gran morale, sollevando così il trofeo intitolato a Paul Hunter e aggiudicandosi un assegno da 350.000 sterline.
Al termine di otto intense giornate di snooker, cala il sipario sul Masters. All’Alexandra Palace il pubblico delle grandi occasioni ha accolto la finale della competizione, con l’arena che ha fatto segnare il tutto esaurito. Forse ci si aspettava di più dal punto complessivo della qualità al tavolo, ma in ogni caso non sono mancate le emozioni sul panno verde.
Kyren Wilson ha superato con il punteggio di 10-6 John Higgins, conquistando per la prima volta il titolo dopo le finali perse nel 2018 e nel 2025. Pur trovando soltanto pochi sprazzi di brillantezza, la prestazione del numero due del ranking è stata sufficiente per avere la meglio su un avversario che soprattutto nel finale era completamente uscito dal match. In sole sei settimane il giocatore di Kettering è riuscito a dare una svolta a un periodo molto complesso, sfogando tutta la propria insoddisfazione dopo l’uscita al primo turno allo UK Championship. Sfruttando le proprie capacità e gli errori degli avversari, l’inglese è riuscito a prendersi con merito il successo finale, diventando il ventiseiesimo vincitore a sollevare il trofeo intitolato a Paul Hunter.
Come ammesso anche nel post-match da lui stesso, deludente la prestazione del quattro volte campione del mondo. Higgins puntava a diventare il più anziano di sempre a vincere il titolo. Non si concretizza neanche la chance di ritornare a conquistare un torneo della Triple Crown a distanza di ben dodici anni (Campionato del Mondo 2011). L’ex-numero uno al mondo, nonostante le tante chance sprecate, era comunque rimasto in scia dopo la prima sessione. In serata però c’è stato poco o nulla da fare. Una percentuale molto bassa nel gioco dalla distanza e alcune scelte scellerate lo hanno condannato.
Higgins è partito subito bene dai blocchi, sfruttando la prima chance avuta. Un break da 58 gli ha infatti permesso subito di passare al comando. Anche nel secondo lo scozzese si era messo bene in serie, ma a quota 51 ha finito per perdere posizione. Wilson non lo ha subito punito, ma ha poi sfruttato un altro errore con il rest per pareggiare i conti con un’altra serie vincente da 58. Altri due contributi di 31 e 41 hanno dato all’inglese il terzo frame per portarsi in vantaggio.
Il giocatore di Wishaw ha sprecato e non poco, ma ha provato subito a reagire nel quarto. Ancora una volta a quota 58 un errore al centro si è rivelato decisivo. Il campione del mondo 2024 è stato ancora cinico e con un altro mezzo centone ha allungato alla prima pausa. La qualità non è stata eccelsa fino a questo momento e anche al rientro non si è alzata. Il quinto parziale è durato quasi quaranta minuti, con poca fluidità e diversi errori. Alla fine a spuntarla è stato il numero 5 della classifica, per tenersi in scia. Wilson non ha sfruttato una buona situazione nel sesto e un errore nella fase tattica decisiva ha permesso all’avversario di riportare il match in parità.
L’unico vero sprazzo di qualità è arrivato proprio nel momento decisivo della prima sessione. Il numero due al mondo ha punito per due volte gli errori di Higgins e lo ha fatto finalmente mettendoci qualità. Due centoni consecutivi (103, 111) gli hanno infatti dato il vantaggio alla pausa lunga. Il break da 103 siglato dall’inglese è stato il centone numero 750 nella storia della competizione.
Nonostante il vantaggio del numero due del ranking, tutto era ancora in bilico in serata. Sostenuto dal pubblico, lo scozzese è subito partito bene. Un break da 71 gli ha infatti subito permesso di riportarsi in scia. Il decimo frame ha avuto un grande impatto sul resto della finale. Dopo una serie di errori, Higgins ha avuto l’occasione di andare in ripulitura, indietro 36-48 con l’ultima rossa al tavolo. Un azzardato traversino ha però lasciato gioco e per Wilson è stato facile chiudere per allungare. Disastroso il gioco dalla distanza del due volte vincitore del titolo, che fino a questo momento ha imbucato con un misero 13%.
Il drama massimo si è forse raggiunto nel successivo. Il cinquantenne di Wishaw ha siglato un break da 61, non chiudendo però il frame. Dopo tantissimi errori ed essersi fatto recuperare uno snooker, tutto sembrava lasciar presagire il peggio. Un in-off di Wilson sulla rosa decisiva ha però cambiato le carte in tavola. Indietro 6-5, Higgins ha però poi sprecato un’ottima chance nel successivo, fallendo una nera dallo spot comoda. Un break da 49 ha così aiutato l’inglese a ristabilire un cuscinetto di due frame.
Anche il tredicesimo parziale si è subito spezzettato, con imprecisioni da una parte e dall’altra. Tutto si è deciso ancora sui colori della serie finale. Il quattro volte campione del mondo ha commesso un grave errore sulla marrone e il suo avversario ne ha approfittato senza pensarci due volte. Il primo mezzo centone della sessione finale di Wilson (78) lo ha portato a un solo passo dal successo. Il numero due al mondo ha però fallito la chance di chiudere nel quindicesimo, subendo la pressione e fallendo una nera facile. Un break da 70 aveva dato una speranza a Higgins di allungare la sfida, ma il due volte finalista è stato troppo più concreto, gestendo alla perfezione il tavolo in due visite per vincere per la prima volta il titolo nel sedicesimo.
Sito ufficiale con tabellino della finale del Masters
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