Il successo dello snooker nel Regno Unito e nei paesi del Commonwealth aumentò a dismisura negli anni 70′. Sin da subito ci furono tentativi per espandere il mercato, in Europa e non solo. Scopriamo quali erano le prospettive e le soluzioni pensate più di cinquant’anni fa…

L’uomo che gestisce il reparto vendite della Aramith si chiama Philippe Jenssens. Ogni anno viaggia per più di quattro mesi per vendere le 14000 bilie che ogni giorno vengono prodotte nella fabbrica dell’azienda. Jenssens ha utilizzato una sola parola per descrivere quello che è stato il suo primo approccio con lo snooker: “affascinante”.

Al termine della scorsa settimana il signor Jenssens ha offerto due biglietti per il Belgio ad Alex Higgins e Gary Owen. Il suo obiettivo è quello di far conoscere il gioco continentale. Offrendo la possibilità a due campioni dello snooker di vedere in prima persona.

“Sarei interessato a esplorare le possibilità di un interscambio, ma sono consapevole che ciò non può avvenire in uno schiocco di dita”. Uno dei problemi principali sta nel fatto che i tavoli continentali non sono dotati di buche. Ciò che però fa sperare è il fatto che c’è potenzialmente un grande mercato in Europa anche per biliardi dotati di buche. ovviamente dopo aver studiato attentamente la situazione e trovato il modo giusto di coinvolgere gli appassionati.

Altri problemi potrebbero essere collegati alle tradizioni e al temperamento nazionale. Ad esempio, l’americano medio, a quanto pare, è molto attratto dall’alto grado di adrenalina e successo istantaneo al tavolo. Per questo supporterà sempre un gioco “facile” come il pool.

Il temperamento continentale, invece, è molto più pacato e raffinato, riflessivo e se si vuole meno impaziente. Per quello il gioco più diffuso è la carambola a tre sponde, dove l’unico metodo per fare punti è dato dalla combinazione tra le sponde e le tre bilie.

Infine, il temperamento britannico, e ciò lo si può pure estendere a tutti i paesi che sono nella sfera di influenza del Commonwealth, in un certo senso costituisce una via di mezzo tra America ed Europa Continentale e per quello predilige lo snooker, un gioco meno tranquillo della carambola ma meno frenetico del pool.

Può essere molto costoso e non sempre facile da realizzare il proposito di introdurre uno sport nuovo in un mercato troppo alieno e completamente distante da ciò presente in quel determinato momento sulla scena del posto.

Nonostante il grande investimento, economico e non solo, il calcio non conquista ancora il cuore degli americani. E il gioco del bowling a dieci birilli si è rivelato, almeno commercialmente, un grande fiasco nel Regno Unito.

Un tentativo non del tutto riuscito nel Regno Unito con il pool è stato fatto pochi anni fa. Purtroppo si è rivelato molto complesso a causa di una politica di diffusione sbagliata. Nonostante ciò e a causa di questo, ancora oggi si possono trovare tavoli da pool soprattutto in pub e bar.

Anche se lo snooker è molto più popolare dell’English Billiards, potrebbe essere il gioco ideale da diffondere in Europa Continentale. Ciò potrebbe far sì che lo snooker possa avere una base solida da cui partire per il proprio sviliuppo. L’English Billiards ha infatti alcuni elementi in comune( tre bilie utilizzate, carambola tra le bilie per realizzare punti) che sono già familiari con il gioco continentale. Ciò dunque potrebbe non soltanto ridare enfasi all’English Billiards ma anche preparare in maniera adeguata il terreno per un futuro successo dello snooker.

Lo snooker e il Belgio avrebbero sviluppato poi una relazione abbastanza stretta nel corso degli anni. Ancora oggi è possibile intravederne i risultati. Qui un match tra Alex Higgins e Dennis Taylor nel 1986 al Belgian Snooker Classic.

Sull'autore

Marco Staiano

Sogni, speranze e illusioni celati in ventidue bilie colorate.

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